Acquasanta
Terme
Le proprietà curative del luogo sono
riassunte nel toponimo moderno, ma già i romani conoscevano
bene queste acque termali.
Tito Livio racconta che il console Lucio
M. Planco trovò beneficio ai suoi acciacchi dopo aver usufruito
di questi bagni solforosi, situati lungo la Via Salaria; testimone
del genio costruttore romano, sopravvive l'arco di un ponte in
pietra sul torrente Garrafo.
Una citazione del sito si trova nella
Tavola Peutingeriana, uno dei primi atlanti del mondo occidentale,
con il nome di Vicus ad Aquas.
Il borgo, oggi capoluogo di un vasto territorio comunale ricco
di boschi, grotte e borghi, conserva nella chiesa parrocchiale
un affresco cinquecentesco e una Maddalena su tela di scuola
veneziana del XVII sec
A circa 3 km sulla strada per Ascoli
Piceno, su un
poggio di travertino raggiungibile a piedi da Paggese, si trova
il castello di Luco, dalla pressoché intatta struttura medievale
a pianta circolare, ora di proprietà privata, con possibilità di
cene e visite su prenotazione. Caratteristiche:
Sebbene sfruttate già all’interno delle terme romane (i relativi
resti archeologici furono rinvenuti nell’Ottocento), le acque calde della
sorgente solfurea-salso-bromo-iodica sgorgano al di sopra del letto del fiume
Tronto formando un’ampia piscina naturale in una cavità che funge
anche da grotta sudatoria. Queste modeste ma caratteristiche strutture termali
furono per secoli le uniche esistenti in loco anche se ben note ai viaggiatori.
Oggi laghetto e grotta Orsini non sono più accessibili mentre le acque,
adeguatamente convogliate, e i fanghi raccolti sul fondo della grotta sono utilizzati
nel moderno stabilimento termale che dispone di reparto inalatorio, piscina coperta,
reparti fangoterapico e fisioterapico riabilitativo. Attorno, il Parco delle
terme e, a poca distanza raggiungibile a piedi, il Parco sportivo del Comune,
con piscina natatoria.
L'acqua:
Sorgente 1. 30,5 °C solfurea salso-bromo-iodica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, fanghi, idromassaggi, inalazioni
caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni,
ventilazioni polmonari.
Le altre cure:
Cosmesi, massaggi, terapie fisiche.
Come arrivare:
In
auto: raccordo autostradale A14 San Benedetto del T.-Ascoli
Piceno, fine tronco, km 20; S.S. 4 Rieti-Ascoli Piceno
In treno: linea San Benedetto del T.-Ascoli Piceno, stazione
di Ascoli Piceno, km 19
Aspio Terme
Nell’immediato entroterra del Parco regionale del monte
Cònero, in una valletta solcata dall’omonimo torrente,
sorge Aspio Terme, quasi dirimpetto al colle di Camerano, comune
di cui è frazione.
La leggenda vuole che siano stati gli
angeli ad arricchire l'acqua di proprietà termali allo scopo
di dissetare la Madonna durante la sua trasmigrazione verso Loreto.
A Camerano, borgo natale del pittore secentesco Carlo Maratta,
sono da visitare la chiesa di S. Francesco, con portale gotico
e interno barocco, i giardini all’italiana di palazzo Mancinforte
e una piccola raccolta di fisarmoniche d'epoca nel palazzo comunale.
A Osimo, che si raggiunge dopo circa 9 km superando lo spartiacque
tra l'Aspio e il Musone, sono notevoli il duomo rifatto in forme
romanico-gotiche e dedicato a S. Leopardo, il Museo civico di palazzo
Campana, con un polittico di Antonio e Bartolomeo Vivarini e, in
una cappella nella chiesa di S. Marco, un pregevole affresco quattrocentesco,
Madonna con Bambino e santi, di scuola marchigiana.
Caratteristiche:
L’attuale stabilimento termale, fondato verso la metà dell’Ottocento, è stato
interamente rinnovato nel 1997. La struttura è inserita
in un vasto parco e utilizza le acque minerali fredde salso-bromo-iodiche
che sgorgano da quattro diverse sorgenti: Regina Coeli, S. Maria,
Nuova e Forte dal diverso grado (in ordine crescente) di salinità.
La Regina Coeli viene utilizzata per la sua azione antinfiammatoria
e antibatterica, soprattutto per inalazioni, mentre le altre
acque vengono usate come bibita con effetti tonificanti, rigenerativi
e depurativi.
A 2 km, piscine, tennis e altre strutture sportive e ricreative.
L'acqua:
Fonte Forte. 15,5 °C salso-bromo-iodica.
Fonte Nuovo. 15 °C salso-bromo-iodica.
Fonte Regina Coeli. 16,5 °C salso-bromo-iodica.
Fonte Santa Maria. 16,5 °C salso-bromo-iodica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie del fegato e delle vie biliari, dell'apparato digerente, dell'apparato
respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio.
Le cure termali:
Aerosol, cure idropiniche, docce nasali, inalazioni caldo-umide, irrigazioni
nasali, nebulizzazioni.
Come arrivare:
In auto: :
A14 Bologna-Taranto, uscita Ancona Sud, km 2; S.S. 76 che unisce
la via Flaminia con Falconara M. e Ancona
In treno: linea Bologna-Bari, stazione di Osimo-Castelfidardo,
km 6
Carignano Terme
Lungo la valle del torrente Arzilla, a meno
di dieci km da Fano, nell’immediato entroterra collinare,
si trovano le terme che prendono il nome dal nobile casato fanese
dei Carignano il cui castello si ergeva sulla collina sovrastante,
dove oggi sorge l’omonimo borgo.
La breve distanza dal mare
consente di associare le cure termali a una piacevole vacanza
balneare.
Nei dintorni, le colline pesaresi riservano
gradevoli scoperte
di storici borghi e suggestivi luoghi spirituali: Cartoceto
e il santuario della Beata Vergine delle Grazie; Mombaroccio, con
l'eremo
del Beato Sante Brancorsini; la chiesa gotica di S. Maria dell’Arzilla,
a Candelara; infine, quasi alle porte di Fano, l’eremo camaldolese
di monte Giove, straordinario belvedere su Adriatico e Appennino.
Caratteristiche:
Le terme sono collocate all’interno di un grande parco di alberi secolari
e resinosi che rendono l’aria particolarmente balsamica e salutare. Il
complesso termale e i relativi allacciamenti idraulici con la sorgente salso-bromo-iodica
e sulfurea Beatrice sono stati realizzati dal 1920 al 1924 da Cesare Salvelli,
sebbene fosse nota da tempo l’efficacia delle sue acque, e ristrutturati
nel secondo dopoguerra.
L'acqua:
Fonte Beatrice. Solfurea salso-bromo-iodica..
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie dell'apparato respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, docce nasali, humage, inalazioni caldo-umide, insufflazioni,
irrigazioni nasali, nebulizzazioni.
Come arrivare:
In auto: A14 Bologna-Taranto,
uscita Fano, km 10; S.S. 3 Roma-Rieti-Fano e ulteriori km 10
In treno: linea Bologna-Bari, stazione di Fano, km 10
Macerata Feltria
Per chi giungeva dal litorale adriatico o dalle
più sicure vie dell'interno, da San Leo o da San Marino,
Macerata Feltria era tappa obbligata.
Situata alle falde del monte
Carpegna, tra Romagna e Marche, quindi tra le terre dei Malatesta
e quelle dei duchi del Montefeltro, la cittadina venne a lungo
contesa tra le due signorie, fino al prevalere della seconda,
che l’ebbe in dominio fino all’esaurirsi, nel 1631, quando
passò alla Chiesa.
Macerata Feltria è divisa fra l'antico nucleo medievale,
il Castello, oltre il corso del torrente Apsa, e l’ottocentesco
Borgo.
Cuore del Castello, in parte ancora circondato
da mura, è la
piazza su cui affacciano il palazzo del Podestà (XI-XII
sec.), ora sede del Museo civico archeologico – dell’antica
rocca rimane il maschio, che ospita reperti paleontologici –,
e la chiesa di S. Giuseppe, con portale tardogotico. Poco fuori
il Borgo, verso Carpegna, sorge la pieve di S. Cassiano al Pitino,
eretta intorno al sec. XI, con portale gotico.
Caratteristiche:
Nella zona del Borgo, che sorge non lontano dai resti archeologici della romana
Pitinum Pisaurense, di fronte al seicentesco teatro riaperto nel 2000, ha sede
il moderno complesso di cure termali denominato Pitinum Thermae, che sfrutta
le acque solfuree note fin dai tempi dei romani (ritrovamenti di un probabile
impianto termale nei pressi del sito archeologico).
L’attuale struttura, classificata di primo livello super, è stata
costruita nel 1993 ristrutturando, a cura del Comune, la precedente palazzina
del 1920. Le cure termali vere e proprie (bibita, inalazioni e fanghi) sono
affiancate da un centro di riabilitazione motoria in ambiente idrotermale,
uno di benessere termale con trattamenti per il corpo, uno di medicina naturale
(omeopatia, fitoterapia, agopuntura, iridologia ecc.) e un centro estetico
beauty-relax. I trattamenti di bellezza utilizzano anche i prodotti della linea
cosmetica a base di acqua solfurea e oli essenziali. Nel centro, dotato di
piscina termale con idromassaggio e di palestra, è inoltre possibile
intraprendere percorsi ginnici all’interno del Parco fluviale delle Terme.
Infine, in collaborazione con la residenza d’epoca S. Girolamo, vengono
proposti diversi pacchetti di 7 o di 3 giorni orientati al benessere, alla
bellezza e al relax.
L'acqua:
Fonte Apsa. 13 °C solfurea.
Fonte Certaldo. 12 °C solfurea.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, della pelle,
dell'apparato digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato
respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio, ginecologiche,
stomatologiche.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce terapeutiche,
fanghi, humage, idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide, insufflazioni,
irrigazioni gengivali, irrigazioni intestinali, irrigazioni nasali, irrigazioni
vaginali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer crenoterapico, ventilazioni
polmonari.
Le altre cure:
Consulenza, cosmesi, fitness, ginnastica respiratoria, massaggi, programmi
antistress, riabilitazione, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: :
A14 Bologna-Taranto, uscita Pesaro-Urbino, km 45; S.S. 258 Sansepolcro-Rimini
e deviazione a Pennabilli di km 23
In treno: linea Bologna-Bari, stazione di Pesaro, km 51.
Monte Grimano
Terme
Su uno sperone che domina la valle del
Conca, Montegrimano dispone le sue case a spirale intorno alla
piazzetta centrale chiusa da edifici, da cui emerge una quattrocentesca
torre campanaria, un tempo mastio dell’antica rocca.
Nella
parrocchiale è conservata la tela della Madonna delle Grazie,
del 1607.
Citato già come Mons Germanus in un documento
imperiale del X sec., e poi Montis Grimani, a partire dal XIII
sec. il borgo fu scenario di aspre contese tra Malatesta e Montefeltro.
Storia di confine testimoniata anche dal vicino borgo di Monte
Cerignone, dal pressoché immutato impianto urbanistico medievale
e dalla poderosa Rocca, costruita nel XII sec. e fatta rinforzare
nel 1478, per volere di Federico da Montefeltro, su progetto di
Francesco di Giorgio Martini o, secondo altri, di Leon Battista
Alberti.
Caratteristiche:
Alcune vasche di raccolta e altre strutture di chiara matrice romana rinvenute
presso le sorgenti minerali di Montegrimano testimoniano come le stesse erano
già note nell’antichità. La tradizione termalistica continuò nei
secoli e le proprietà curative di queste acque vennero più volte
decantate da medici e scienziati, come Andrea Bacci, archiatra pontificio nel
Cinquecento, o Mengo Bianchelli, medico faentino del Seicento.
Dal 1900, anno della sua prima stagione idroterapica, la vocazione termalistica
del luogo è andata sempre più sviluppandosi. Oggi il Centro Salute
Erba Viva-Terme di Montegrimano, situato a circa 2 km dal paese in una conca
ai piedi del monte San Paolo e dotato di una moderna struttura alberghiera, offre
un ampio ventaglio di proposte che vanno dalle tradizionali cure inalatorie (praticate
anche con acque solfuree), idropiniche e di fangoterapia ai prodotti erboristici
dell’azienda omonima, alle applicazioni e terapie di medicina estetica,
terapia del dolore e riabilitazione, vinoterapia e massaggi di ogni genere e
tradizione.
Tra le attrezzature, una piscina coperta e una esterna consentono cure termali
e di riabilitazione, programmi di fitness e tonificanti, così come la
palestra e i percorsi vita nel parco.
Con i prodotti fitoterapici il centro produce una propria linea cosmetica termale.
Numerose infine, e sempre rinnovate, le proposte di week end e settimane benessere
comprensive di pensione completa, visite mediche e trattamenti vari.
L'acqua:
Fonte Cantoniera. 10 °C alcalina.
Fonte Pia. 10 °C salso-bromo-iodica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie del fegato e delle vie biliari, dell'apparato digerente,
dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato
urinario e del ricambio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce
terapeutiche, fanghi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni,
irrigazioni nasali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer
crenoterapico, ventilazioni polmonari.
Le altre cure:
Acquaticità, consulenza, cosmesi, educazione alla salute,
idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica, programmi antistress.
Come arrivare:
In auto: A14 Bologna-Taranto,
uscita Cattolica, km 28; S.S. 258 Sansepolcro-Rimini e deviazione
a Pennabilli di km 32
In treno: linea Bologna-Bari, stazione di Cattolica S. Giovanni-Gabicce,
km 30
Petriano
Il piccolo borgo
di Petriano, che sorge sul versante destro del torrente Apsa,
lega le sue vicende storiche
alla vicina Urbino e agli splendori rinascimentali della città ducale
dei Montefeltro.
È così che alle sorgenti minerali
della Valzangona vennero in quell’epoca a “passare
le acque” duchi e notabili del luogo, tra cui anche il grande
Raffaello, a cui è intitolato il moderno stabilimento termale.
Nel territorio
comunale è la chiesa di S. Maria in Calafria,
della fine del Duecento.
Caratteristiche:
Alla fine del XIX sec. dello stabilimento, allora unico nelle
Marche, così si scriveva: “acque e fanghi solfurei
per la cura delle malattie della pelle, artriti reumatiche e
traumatiche, catarri cronici di stomaco, intestino etc… e
fra i non molti in Italia che siano provvisti di apposita camera
per le polverizzazioni… L’efficacità delle
acque… la facilità dell’accesso tanto da Pesaro
che da Urbino con quattro corse giornaliere, l’amenità del
luogo, ove sono sorte in pochi mesi alcune palazzine da dare
comodo e conveniente alloggio… l’ottimo servizio
di restaurant e la modicità dei prezzi con apposite tariffe
onde evitare qualsiasi abuso…”.
Il piccolo stabilimento così descritto fu però distrutto
dagli eventi bellici. Nel 1999, a Nord del borgo, con la collaborazione
delle Terme di Riccione, è stato costruito un nuovissimo
centro termale a sfruttamento delle acque di Petriano, ricchissime
di zolfo. Una palestra per la riabilitazione neuromotoria, un
centro per la sordità rinogenea e servizi di consulenza
dietologica, completano l’offerta termale, che tra breve
dovrebbe anche comprendere un albergo, un centro di medicina
estetico-termale e un centro benessere.
L'acqua:
Fonte La Valle. 14 °C solfureo-salso-bicarbonato-alcalino-terrosa.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato
respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, docce terapeutiche, fanghi, humage,
idromassaggi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, politzer
crenoterapico.
Le altre cure:
Chinesiterapia, massaggi.
Come arrivare:
In auto: A14 Bologna-Taranto,
uscita Pesaro-Urbino, poi S.S. 423 per 20 km
In treno: linea Bologna-Ancona, stazione di Pesaro, km 23
San Vittore
delle Chiuse
Il piccolo borgo,
nella bassa valle del Sentino, alla confluenza con il fiume Esino, è soprattutto
noto per l’omonima chiesa, uno tra i più significativi
monumenti romanici della regione.
Fondata probabilmente
nel sec. XI, ha una facciata racchiusa tra due torri campanarie,
di cui
una mozzata.
Spicca lo slanciato
tiburio ottagonale, mentre l’interno,
a croce greca, è diviso in tre navate terminanti in altrettante
absidi. Nell'abbazia adiacente è allestito il Museo Speleocarsico,
mentre, antistante la chiesa, un ponte romano ad arco acuto attraversa
il Sentino.
Caratteristiche:
Lo stabilimento delle Terme di San Vittore, annesso all’omonimo albergo-ristorante,
si trova a Genga Stazione, a circa 7 km dal capoluogo comunale, alla confluenza
tra i fiumi Sentino ed Esino. La sorgente dista circa 400 m e le acque, probabilmente
già utilizzate dai romani, hanno un forte odore di idrogeno solforato
e vengono convogliate direttamente allo stabilimento. Oggi l’utilizzo è rivolto
prevalentemente alla cura delle affezioni infiammatorie ORL e della sordità rinogena
(per cui è in funzione anche un reparto pediatrico) nonché al
trattamento delle artropatie mediante fangoterapia. Nel parco circostante si
trovano una piscina termale estiva e un parco giochi per bambini.
L'acqua:
Fonte San Vittore. 14 °C solfureo-salsa.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie dell'apparato locomotore, dell'apparato
respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, fanghi, humage, inalazioni caldo-umide,
insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer
crenoterapico.
Le altre cure:
Cosmesi, massaggi.
Come arrivare:
In auto: A14 Bologna-Taranto,
uscita Ancona Nord, km 43; S.S. 3 Roma-Terni-Fano e S.S. 76 da
Fabriano
In treno: linea Ancona-Foligno-Roma, stazione di Genga-San Vittore Terme,
km 1
Sarnano
La parte moderna
in piano, il nucleo antico, famoso per il 'cotto rosso', su un
ripido colle.
Questa è Sarnano,
insignito della Bandiera arancione per la qualità ambientale,
base ideale per le escursioni nei Monti Sibillini, ma anche, grazie
alle sue acque oligominerali, luogo termale tra i più noti
della regione.
Il borgo medievale, con strade strette e ripide, in parte gradinate,
culmina in una piazzetta a cui si affaccia la duecentesca chiesa
di S. Maria Assunta, con portale gotico e massiccio campanile della
fine del XIV sec. Il palazzo comunale ospita il Museo dell'avifauna
degli Appennini, il Museo delle armi antiche e moderne, un singolare
Museo dei martelli e la Pinacoteca civica (con una pala di Vittore
Crivelli). Numerose le manifestazioni estive come il Palio del
Serafino (15 agosto) e la Mostra-mercato nazionale d’antiquariato
e artigianato (maggio-giugno).
Da Sarnano, tra boschi di querce, si sale agli impianti del comprensorio
sciistico di Sassotetto-Maddalena, a oltre 1600 m di quota. In
estate si passeggia tra boschi e prati, con bellissimi panorami
sui Monti Sibillini.
Caratteristiche:
Da un frate francescano, Giacomo della Marca, che predicò nella regione
verso la metà del XV sec., hanno preso il nome sia la fonte sia il complesso
termale sito nella parte nuova del borgo. Il padiglione della mescita e l’ufficio
accettazione risalgono però solo al 1927; a questi seguì, nel
1987, il corpo centrale (adibito a balneoterapia e alle cure inalatorie) quando
iniziò l’utilizzo delle nuove sorgenti Terro e Tre Santi, mentre
il reparto di fisioterapia è di più recente costruzione. Negli
ultimi anni è stata aperta una Beauty Farm dove vengono praticati trattamenti
estetici e di relax. Nel parco circostante, percorso vita, campo da tennis
e parco giochi per bambini assicurano momenti piacevoli all’aria aperta.
L'acqua:
Fonte San Giacomo. 12 °C oligominerale
bicarbonato-calcica.
Fonte Terro. 14 °C solfurea.
Fonte Tre Santi. 12 °C oligominerale bicarbonato-calcica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari,
della pelle, dell'apparato digerente, dell'apparato respiratorio,
dell'apparato urinario e del ricambio, ginecologiche.
Le cure termali:
Bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, fanghi, humage, idromassaggi,
inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali,
nebulizzazioni, politzer crenoterapico.
Le altre cure:
Chinesiterapia, educazione alla salute, fitness, ginnastica respiratoria, massaggi,
medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: S.S. 78
che unisce Macerata alla via Salaria presso Ascoli Piceno
In treno: linea Civitanova Marche-Fabriano, stazione di Tolentino, km
25
Tolentino
Nella valle del
Chienti, lungo una delle direttrici che dall’Appennino umbro-marchigiano scendono
all’Adriatico, sorge Tolentino, già a metà del
XIII sec. fiorente centro manifatturiero, ricco di mulini, concerie,
fornaci, tintorie e tessiture.
Diversi motivi d’interesse consigliano una visita al centro
storico: i tratti delle antiche mura, le case medievali, le chiese
romaniche, il prezioso sarcofago paleocristiano dei Ss. Catervo,
Settimia e Basso conservato nel duomo, ma soprattutto la grande
basilica di S. Nicola da Tolentino, uno dei santuari più importanti
e frequentati dell’Italia centrale.
Qui visse per
trent’anni
e si spense nel 1305 Nicola, eremita e gran predicatore, venerato
già in vita come santo e taumaturgo. All’interno della
chiesa trecentesca, un ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese,
con scene della vita del santo ed episodi della vita di Gesù,
costituisce una delle più alte espressioni della pittura
marchigiana di inizio Trecento.
A Tolentino, nel 1398, nacque Francesco Filelfo, tra i protagonisti
dell’umanesimo italiano, che contribuì alla diffusione
della fama termalistica della sua città natale, descritta
come “luogo insigne per fonti e fiumi, per i saluberrimi
bagni e le sorgenti di acque salate”.
Caratteristiche:
In origine utilizzate solo per l'estrazione del sale, le fonti di Tolentino,
a partire dal Quattrocento, furono sfruttate a scopi terapeutici, come descritto
anche nel trattato De Thermis (1587) di Andrea Bacci, archiatra di papa Sisto
V.
Le Terme S. Lucia si trovano a 3 km da Tolentino e a 396 m di altitudine ai
bordi di un fitto bosco. Il complesso termale, inaugurato nel 1938, sfrutta
i diversi tipi di acque per un ampio spettro di indicazioni terapeutiche. Alle
vere e proprie cure termali idropiniche, inalatorie (con reparto pediatrico)
e balneoterapiche, si affiancano un centro di medicina sportiva con ambulatorio
di riabilitazione e palestra, e un centro estetico che utilizza la gamma di
prodotti cosmetici esclusivi Terme S. Lucia Beauty Farm. Inoltre l’area
verde che circonda le strutture è dotata di spazi per il relax e di
gioco per bambini.
La recente opera di ammodernamento degli impianti e la diversificazione delle
prestazioni hanno dato a Tolentino rinomanza a livello nazionale con notevole
incremento delle presenze
L'acqua:
Fonte Rofanello S. 13 °C solfurea.
Fonte Rofanello SBJ. 13 °C salso-bromo-iodica.
Fonte Santa Lucia. 12 °C bicarbonato-calcica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie dell'apparato locomotore, dell'apparato
respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio, ginecologiche.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, humage, idromassaggi,
inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali,
nebulizzazioni, politzer crenoterapico.
Le altre cure:
Chinesiterapia, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, medicina
estetica, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: raccordo
autostradale A14 Civitanova Marche-Tolentino, uscita a fine tronco,
km 5; S.S. Foligno-Macerata
In treno: linea Civitanova Marche-Fabriano, stazione di Tolentino
Torre di
Palme
Piccolo e raccolto
sulla cima di un colle, il borgo nacque a protezione dell’antico scalo marittimo
di Palma e conserva scorci medievali valorizzati da recenti restauri.
Lungo la via rettilinea che attraversa il paese si trova la chiesetta
di S. Giovanni del sec. XI, con tracce di affreschi gotici all'interno;
medievale è anche il Palazzo municipale e la parrocchiale
di S. Agostino (di forme romanico-gotiche).
Ma l’edificio
più interessante è la chiesa di S. Maria a Mare,
del XII sec., poi modificata: all’interno affreschi duecenteschi
bizantineggianti.
Di fronte alla
chiesa, l’ex oratorio romanico
di S. Rocco, abbellito da un portale cinquecentesco con lo stemma
comunale. Nei dintorni, borghi con resti di mura castellane, cinte
fortificate e antiche abbazie.
Caratteristiche:
A 2 km da Torre di Palme sgorga un'acqua mediominerale bicarbonato-alcalina
detta Acqua Palmense del Piceno, riscoperta intorno al 1930. La sorgente era
infatti già sfruttata in epoca romana, come dimostrano i resti di una
fontana e di due cunicoli, che probabilmente servivano a convogliare le acque,
portati alla luce durante i lavori di ristrutturazione delle terme, iniziati
dopo il 1950. Da questo impianto, negli ultimi decenni si è sviluppato
l’odierno piccolo centro per cure idropiniche, consigliate soprattutto
nel trattamento delle patologie dell’apparato urinario.
L'acqua:
Fonte Palmense. 16 °C mediominerale
bicarbonato-calcica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie dell'apparato digerente, dell'apparato
urinario e del ricambio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, humage, idromassaggi,
inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali,
nebulizzazioni, politzer crenoterapico.
Le altre cure:
Cure idropiniche.
Come arrivare:
In auto: A14 Bologna-Taranto,
uscita Fermo-Porto S. Giorgio, km 4
In treno: linea Bologna-Bari, stazione di Porto S. Giorgio-Fermo, km
6
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