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Aqui Terme

Con il nome di Aquae Statiellae – dalla denominazione della locale tribù ligure degli Stazielli – Acqui era nota stazione termale fin dai tempi dei romani: lo testimoniano, imponenti, i resti del grande acquedotto di età augustea nei pressi del ponte sulla Bormida, che segnò il culmine dello splendore del centro, importante municipium.

Le invasioni barbariche portarono distruzione e abbandono e Acqui dovette aspettare gli albori del secondo millennio per riacquistare una dignità cittadina che potesse rivalorizzare l’antica vocazione termale: grazie al Comune prima e ai marchesi del Monferrato poi, vennero ripristinate alcune strutture di balneazione, in particolare quella oltre la Bormida.

Furono quindi i duchi di Mantova, divenuti signori del Monferrato, e infine i Savoia, a promuovere la costruzione della prima “Fabbrica de’ Bagni”.

Ma fu nel corso dell’Ottocento che vari interventi edilizi ampliarono e abbellirono il complesso, trasformando l’edificio ospedaliero, inizialmente riservato alla cura dei militari, in un’elegante struttura di forme neoclassiche, provvista di giardini e di raffinate decorazioni e arredamenti.

In città merita di essere visitato il Duomo, di impianto romanico, con un bel portale quattrocentesco di marmo che si apre nella facciata barocca; all’interno un prezioso trittico, Madonna con il Bambino, santi e donatore, dello spagnolo Bartolomé Bermejo (1480 ca).

Dietro al Duomo, il castello dei Paleologhi ospita il Museo civico archeologico, con reperti vari di epoca romana.

Caratteristiche:

Il complesso termale acquese è costituito dalle Antiche Terme situate oltre la Bormida, in zona Bagni, dove pure si trova lo stabilimento Regina, e dalle Nuove Terme, sorte in centro alla fine del XIX secolo.
La zona Bagni è caratterizzata da un vasto parco con piscina natatoria e dal lago delle Sorgenti, bacino di produzione dei fanghi, alimentato da circa 40 polle di acqua salso-bromo-iodica solfurea che sgorga alla temperatura di 55°C, e proprio qui si sviluppò il termalismo a partire dal XV secolo.
Successivamente, la costruzione delle Nuove Terme diede ulteriore maggior impulso all’attività termale di Acqui. L’albergo, con cure interne, venne infatti costruito nei pressi della fonte La Bollente, contrassegnata da un’edicola marmorea del 1870, le cui acque sgorgano all’eccezionale temperatura di 75°C (proprio per temperarne il calore, gli ingegneri idraulici romani avevano costruito in età augustea l’acquedotto che vi convogliava acque fresche). Le Nuove Terme, da fine Ottocento agli anni Trenta, divennero il fulcro della fiorente stagione termale acquese. Una recente opera di rilancio della vocazione termale di Acqui ne ha favorito il restauro e l’adeguamento tecnologico degli impianti.

L'acqua:

Fonte La Bollente. 75 °C solfureo-salso-bromo-iodica.
Lago delle Sorgenti. 50 °C solfurea.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, ginecologiche.

Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, docce terapeutiche, fanghi, humage, idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni gengivali, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari.

Le altre cure:


Chinesiterapia, cosmesi, fitness, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.

Come arrivare:

In auto: A26 Voltri-Gravellona Toce, uscita Ovada, km 27; S.S. 334 da Albisola Marina e Savona.

In treno:
linea Alessandria-Savona e Asti-Genova, stazione di Acqui Terme.

Agliano Terme

Tra Langhe e Astigiano, terre di ottima Barbera, il piccolo centro di Agliano non poteva che avere una naturale vocazione alla viticoltura. Oltre a vigneti generosi, qui si trovano anche preziose acque minerali che sgorgano da una fonte nota e sfruttata da secoli.

Ad Agliano nacque Bianca Lancia, sposa dell’imperatore Federico II di Svevia e madre dello sfortunato Manfredi, ultimo re svevo dell’Italia meridionale.

Il castello e le fortificazioni che proteggevano il borgo in età medievale, vennero smantellati nel 1637 al termine della sanguinosa guerra che oppose gli spagnoli ai francesi per la successione dei Gonzaga di Mantova nella signoria del Monferrato.

Caratteristiche:

La fonte minerale di Agliano venne scoperta intorno al 1770, ma la valorizzazione del centro termale risale solo all'inizio del Novecento. Nel corso dell’ultimo secolo le Terme di Agliano e lo stabilimento Fons Salutis sono stati spesso premiati per la qualità dei servizi. Oggi lo stabilimento, nella nuova veste inaugurata nell’aprile 1999, si compone di un ampio e luminoso salone con accesso diretto agli ambulatori medici, alle cure inalatorie e a un settore riservato ai bambini. Il nuovo reparto di riabilitazione termale, aperto a fine 2001, comprende piscina, palestra e percorsi flebologici.
Il beneficio delle acque salso-solfo-magnesiache di Agliano, indicate nelle affezioni alle vie respiratorie, può essere prolungato anche a domicilio grazie ai flaconi di acqua termale per spray nasale prodotti dalle terme.

L'acqua:

Fons Salutis. 12,8 °C salsa, solfurea, clorurata, calcica, magnesiaca.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, dell'apparato digerente, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio.

Le cure termali:

Aerosol, cure idropiniche, docce nasali, idropercorso, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, politzer crenoterapico.

Come arrivare:

In auto: A21 Torino-Piacenza, uscita Asti Est, km 19; S.S. 231 Alba-Asti e deviazione a Isola d'Asti.

In treno:
linea Paola-Cosenza-Sibari, stazione di Cassano allo Ionio, 8 km.


Bagni di Vinadio

Lungo il torrente Corborant, in una valletta laterale al solco della Stura di Demonte, ecco Bagni di Vinadio, stazione climatica e luogo di villeggiatura estiva e invernale.

Il capoluogo comunale, Vinadio, è difeso verso occidente da imponenti fortificazioni fatte erigere tra il 1834 e il 1849 da Carlo Alberto, oggi sede di mostre e manifestazioni.

Nella parte alta dell’abitato, la chiesa di S. Fiorenzo ha, sotto il protiro, un bel portale scolpito; bello il campanile romanico ornato da un doppio ordine di bifore.

Caratteristiche:

Note già in epoca romana, le proprietà terapeutiche delle acque di Bagni di Vinadio vengono descritte a partire dal Cinquecento. Durante il periodo sabaudo il sito sale in grande auge come luogo di soggiorno e cura degli ufficiali del regio esercito.
Il primo nucleo di fabbricati destinati a sfruttare le proprietà benefiche delle acque, risalente alla metà del XVIII secolo, ha subito successivi ampliamenti e una radicale trasformazione all’inizio del '900; in anni più recenti è stato affiancato da una struttura alberghiera, oggi dotata di beauty farm, centro congressi e attrezzate aree sportive. Al piano seminterrato è stata ricavata una piscina termale coperta, mentre il piano terreno ospita il reparto fanghi.

L'acqua:


Fonte Fango Antico. 52 °C solfurea.
Fonte Roccia. 50 °C solfurea.
Fonte Roccia 2. 61 °C solfurea.
Fonte Stufa Antica. 55 °C solfurea.
Fonte Stufa Santelli. 62 °C solfurea.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio.


Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, fanghi, grotte/stufe, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, peloidi diversi da fanghi.
Le altre cure:


Massaggi, medicina estetica, terapie fisiche.



Come arrivare:

In auto: S.S. 20 Cuneo-Colle di Tenda poi, da Borgo S. Dalmazzo, km 38.

In treno:
linea Torino-Cuneo-Ventimiglia, stazione di Borgo S. Dalmazzo, km 38.


Bognanco

La val Bognanco, percorsa dal torrente Bogna, è una laterale della val d’Ossola e Bognanco si trova a circa 7 km dal capoluogo, Domodossola.

Siamo in un piccolo e appartato angolo di montagna autentica, tra boschi di castagni e abeti, non ancora raggiunto dagli effetti della modernizzazione: piccole frazioni dalle caratteristiche case in pietra, vecchi mulini, baite. Il comune ha sede nella frazione San Lorenzo, a m 980 di altitudine, raggiungibile anche a piedi dalla zona termale delle Fonti, situata a fondovalle, dove sorge la settecentesca parrocchiale di S. Lorenzo con pala e affreschi di Lorenzo Peracino.

L'acqua S. Bernardo deve gran parte della sua fama all'indovinata strategia commerciale messa in atto negli anni '30, quando le acque minerali imbottigliate erano ancora pochissime e le difficoltà di distribuzione infinite.

Le campagne pubblicitarie della S. Bernardo, frutto della creatività dei migliori artisti dell'epoca, sono entrate nella storia della comunicazione.


Caratteristiche:


Secondo la tradizione, la fonte Luigia, oggi esaurita, fu scoperta nel 1863 da una pastorella impressionata dal suo sapore "ardente". Il parroco del paese, intuendo la possibilità di un buon affare, provvide subito ad acquistare il fondo e, dopo aver fatto analizzare l'acqua, a costituire una società per il suo sfruttamento e commercializzazione. Inizialmente non furono poche le difficoltà dato che le bottiglie, trasportate a spalla nelle gerle, tendevano a rompersi per l'azione del gas carbonico ivi contenuto. Un avvocato pavese, Emilio Cavallini, che aveva tratto beneficio dalle cure idropiniche di Bognanco, acquistò la fonte e i terreni circostanti scoprendovi altre sorgenti (Ausonia, Adelaide, San Lorenzo) e trasformando la cittadina in un centro di cura e soggiorno. Fra l'altro, l'acqua di Bognanco fu la prima in Italia a essere imbottigliata con procedimento completamente automatizzato, nel 1928.


L'acqua:

Fonte Ausonia. 11,6 °C mediominerale bicarbonato-alcalino-terrosa.
Fonte Gaudenziana. 10,20 °C oligominerale.
Fonte San Lorenzo. 12,7 °C bicarbonato-solfato-alcalino-terrosa.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie del fegato e delle vie biliari, dell'apparato digerente, dell'apparato urinario e del ricambio.

Le cure termali:

Aerosol, cure idropiniche, idromassaggi, piscina termale.

Le altre cure:


Acquaticità, massaggi, medicina estetica, terapie fisiche.


Come arrivare:

In auto: A26 Voltri-Gravellona T., uscita a fine tronco, poi carrozzabile per km 38.

In treno:
linea Milano-Domodossola e Novara-Domodossola, stazione di Domodossola, km8
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Garessio

Là dove le Alte Langhe sentono già profumo di Liguria, in una conca folta di castagneti, si trova Garessio, anzi le quattro distinte borgate che lo compongono.

Il medievale Borgo Maggiore, con il Palazzo comunale – oggi sede dell’Archivio storico e del Museo geo-speleologico –, i resti del castello e delle mura e la settecentesca chiesa dell’Assunta; Borgo Ponte, a cavallo del Tanaro, cuore di vivaci attività commerciali; Borgo Valsorda, lungo la strada che porta al santuario della Madonna delle Grazie, costruito tra il 1897 e il 1925 su disegno di Pier Giuseppe Mazzarelli intorno a una cappella del XV secolo, di antichissima venerazione; infine Borgo Poggiolo, con case dalle pareti e dai portali decorati, dove hanno sede le fonti S. Bernardo, da cui sgorga una celebre acqua minerale.

Caratteristiche:

La scoperta delle proprietà terapeutiche delle acque S. Bernardo risale ai primi anni del '900, anche se gli effetti benefici della sorgente erano noti da secoli agli abitanti del luogo, al punto che la fonte era considerata “miracolosa”. Ne fecero uso Napoleone, di passaggio a Garessio nel corso della sua prima campagna d'Italia, e Vittorio Emanuele II, abituale frequentatore dell'alta Val Tanaro. Nel 1926 fu concesso l'imbottigliamento e la commercializzazione dell'acqua S. Bernardo, già classificata nel primo dopoguerra tra le più leggere e consigliata in particolare per la preparazione di alimenti per neonati. Oggi l’imbottigliamento avviene altrove, mentre il Parco Fonti S. Bernardo dispone di una palazzina con 5 sale (di cui una per le visite mediche e un'altra per la mescita) e di personale e strutture per aerosolterapia, chinesiterapia, massaggi e fitness. Nei dintorni, impianti sportivi (campi da tennis), ritrovi e sale da ballo.

L'acqua:


Fonte Rocciaviva. 5,5 °C minimamente mineralizzata.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie del fegato e delle vie biliari, dell'apparato urinario e del ricambio.

Le cure termali:

Aerosol, cure idropiniche.

Le altre cure:


Chinesiterapia, fitness, massaggi.


Come arrivare:

In auto: A6 Torino-Savona, uscita Ceva, km 22; A10 Ventimiglia-Genova, uscita Albenga, km 32.

In treno:
linea Ceva-Ormea, stazione di Garèssio.

 

Terme di Lurisia

Lurisia è una tipica località di mezza montagna (700 m), immersa nel verde dei fitti castagneti delle valli monregalesi, in grado di offrire moltissime possibilità di svago e relax.

Allettanti occasioni sono offerte dalla stagione estiva-autunnale: escursioni nei boschi alla ricerca di funghi e castagne, percorsi trekking lungo panoramici sentieri alpini, sgroppate a cavallo o in mountain bike alla scoperta del territorio.

Il Monregalese è inoltre terra ricca di testimonianze storiche, artistiche e religiose: dal capoluogo, Mondovì, ai borghi di Roccaforte Mondovì, Villanova Mondovì, Frabosa Soprana; da certosa di Pesio, che fu nel Medioevo un fiorente monastero, ai bordi del Parco naturale dell’Alta Valle Pesio e Tanaro, al celebre santuario secentesco di Vicoforte, la cui grande cupola ellissoidale segna a distanza l’ondulato orizzonte delle colline.


Caratteristiche:

La valorizzazione termale di Lurisia è piuttosto recente e risale al 1913 quando vengono scoperti minerali radioattivi nelle locali cave di pietra. Nel 1917 visita il sito la celebre fisica francese Marie Curie che rileva la presenza di autunite, minerale radifero, nelle rocce delle montagne circostanti. Si deve tuttavia attendere il 1949 per la costruzione dello stabilimento oggi denominato Istituto Idrotermale di Lurisia, classificato dal Ministero della Sanità di primo livello super.
Le acque minerali scaturiscono da diverse sorgenti in una galleria profonda oltre 360 m scavata nel monte. L’edificio principale, nel tipico stile locale, è inserito nel Parco delle Terme, e offre, oltre a una vasta gamma di cure (bibita, fanghi, inalazioni, balneoterapia), alcuni speciali programmi terapeutici (artropatie, vasculopatie, sinusiti, cefalee, cervicale, varici, reumatismi) e programmi estetici e anticellulite.
La linea cosmetica Acquae di Lurisia e quella di prodotti solari (in vendita nelle farmacie) e l’acqua Garbarino per uso esterno o come bibita (servizio di consegna a domicilio) completano l'offerta. Numerose le occasioni d’intrattenimento estivo come concerti, feste, serate danzanti, gite e attività sportive.
In progetto un nuovo ampio complesso turistico-alberghiero che sorgerà sul fianco sinistro della vallata e sarà collegato all’attuale stabilimento da una funicolare.

L'acqua:


Fonte Garbarino. 9 °C oligominerale radioattiva.
Fonte Santa Barbara. 9 °C minimamente mineralizzata.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio, ginecologiche.

Le cure termali:


Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce terapeutiche, fanghi, grotte/stufe, humage, idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali, nebulizzazioni.

The other cares:


Chinesiterapia, consulenza, educazione alla salute, ginnastica respiratoria, massaggi, medicina estetica, programmi antistress, terapie fisiche.


 

Terme di Valdieri

Situate alla testata della valle Gesso, dominata dal gruppo della Serra dell’Argentera, le Terme di Valdieri, probabilmente note già ai tempi dei romani, vennero costruite nel 1857 e trasformate per volere di casa Savoia in un rinomato ritrovo mondano.

Oggi la località, a 1368 m di altitudine, è un noto centro di villeggiatura dal clima particolarmente mite e importante base alpinistica.
È sede del Giardino botanico Valderia, nel cuore del Parco regionale Alpi Marittime che, con i suoi quasi 28.000 ettari, è il più esteso tra i parchi regionali piemontesi.

Un tempo riserva di caccia dei Savoia che ne erano frequentatori abituali, offre la possibilità di facili escursioni lungo sentieri tracciati appositamente per i Vittorio Emanuele II, tra valloncelli e laghi bellissimi. Faggi – straordinarie le faggete di San Giacomo e a monte di Palanfrè –, larici, rododendri e viole, oltre a specie endemiche come la Saxifraga florulenta, caratterizzano la flora locale.

Caratteristiche:

Le acque di Valdieri vennero studiate sin dal XVI secolo, assieme a quelle di Vinadio, sull’onda del crescente interesse verso le proprietà terapeutiche delle acque minerali. Il primo stabilimento per lo sfruttamento, detto “Regio Baracchone”, venne costruito sulla riva destra del torrente Gesso nel 1755, in occasione della visita ai Bagni di Carlo Emanuele III. Distrutto da un incendio nel 1794, venne restaurato all’inizio dell’800 e completato, dopo il 1814, con le costruzioni sulla riva sinistra del torrente. L’attuale complesso, del 1857 ma radicalmente ristrutturato dopo l'ultima guerra, è situato in un grande parco, di pini e faggi secolari. Dotato di moderne attrezzature – impianti terapeutici, piscine termali, palestra e campi da tennis – ha nelle grotte sulfuree una delle sue più importanti risorse. Scavate nella parete del monte Matto, sono riscaldate fino a 46°C dall’acqua ipertermale e saturate dalle sue esalazioni solfuree. In questo modo alle proprietà curative del calore umido si sommano quelle dei gas e del vapore sospeso nell’aria. Un eccezionale fenomeno naturale è quello delle alghe – impropriamente chiamate muffe – ottenute grazie a diversi fattori concomitanti: acqua, temperatura di affioramento, incidenza della luce sulle scalinate in pietra dove l'acqua scorre. Tali alghe, applicate come fanghi, consentono il miglior utilizzo dello zolfo in esse contenuto.
La struttura termale è costituita da: tre padiglioni per stufe o grotte con camerette di reazione, due padiglioni per aerosol e inalazioni, un padiglione ginecologico e uno per alghe e fanghi con centro estetico e locali per massaggi (anche shiatzu e ayurvedici). Dalle alghe termali di Valdieri è nata la linea cosmetica Algaval delle Terme con prodotti per il viso e il corpo, shampoo e bagnoschiuma..

L'acqua:


Valdieri. 65 °C oligominerale, solfurea, solfato-cloruro-sodica.

The therapeutic indications: Circulatory illnesses, of the skin, of the locomotor apparatus, of the respiratory apparatus, of the urinary apparatus and of the exchange, gynecological. The thermal cares: Aerosol, therapeutic baths, nasal showers, muds, caves / heaters, idromassaggi, warm-damp inhalations, insufflazioni, vaginal irrigations, different peloidi from muds, thermal swimming pool.

The other cares:
Water, cosmetic, fitness, massages, physical therapies.



 
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