Bagni
di Lucca
Da Lucca si risale il Serchio deviando nella
valle del Lima fino a incontrare l’antico ponte della Maddalena
o del Diavolo, dando ascolto a quanti attribuivano a qualche arcano
tanta arditezza. Il suggestivo manufatto risale al XII sec. ma
le frequentazioni termali del luogo risalgono all'epoca romana.
I Bagni di Lucca, di proprietà pubblica fin dal Medioevo,
furono frequentati da Matilde di Canossa e l’imperatore Federico
II, assurgendo a fama internazionale tra Sette e Ottocento, quando
vennero costruiti, in forme neoclassiche, nuovi stabilimenti, ville
e addirittura un casinò municipale.
Al Novecento e alla
Belle Epoque si deve infine quel tocco di floreale e di esotico
che segnò l’apice del termalismo europeo; Shelley
e Byron, Carducci e Pascoli, Puccini e Mascagni, questi alcuni
degli ospiti più illustri di quella che, per quiete e amenità,
venne definita “la Svizzera della Toscana”.
Caratteristiche:
Diciannove sorgenti di acque solfato-bicarbonato-calciche a 54°C e due edifici
completamente rimessi a nuovo, sono il nucleo di queste terme, specializzate
nella cura delle patologie artroreumatiche, broncopneumopatiche, vascolari e
ginecologiche. Caratteristiche le due grotte a vapore naturale – la Paolina,
piccola e suggestiva, adiacente alla Grotta Grande – ciascuna alimentata
da una propria sorgente con temperatura tra i 40 e i 47°C. Agli impianti
si affianca il centro Ouida, sito presso l’Antico Albergo Terme (ristrutturato
nel 2002), attrezzato in particolare per programmi benessere ed estetici, attraverso
la ‘detersione antica’ delle terme romane, i fanghi, i massaggi e
altri trattamenti che impiegano oli essenziali e la linea cosmetica basata sulle
proprietà dell'acqua minerale.
L'acqua:
Docce Basse. 38 °C solfato-bicarbonato-calcica.
Doccione. 54 °C solfato-bicarbonato-calcica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato digerente, dell'apparato
locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario
e del ricambio, ginecologiche, stomatologiche.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali,
docce terapeutiche, fanghi, grotte/stufe, idromassaggi, inalazioni
caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni gengivali, irrigazioni
intestinali, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali, nebulizzazioni,
piscina termale, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari.
Le altre cure:
Cosmesi, ginnastica respiratoria, massaggi, programmi antistress, terapie fisiche.
Come arrivare:
In
auto: A11 Firenze-Lucca-Pisa Nord, uscita Lucca, km 28;
S.S. 12 Pisa-Modena
In treno: linea Lucca-Aulla, stazione di Bagni di Lucca,
km 3
Bagni di Petrolio
Le antiche Terme di Petriolo sorgono lungo
il torrente Farma, affluente del Merse, a sua volta tributario
dell’Ombrone
che, dopo aver attraversato le campagne di Siena, scende verso
Grosseto e la costa maremmana.
È questa una delle zone più intatte
della Toscana e anche tra le più solitarie, con distese
di querce e castagni a perdita d’occhio da cui emergono
antichi insediamenti.
Uno di questi è Monticiano; a testimonianza
del suo rango medievale, conserva le mura del castello e due chiese:
S. Agostino, di forme tardoromaniche, con affreschi di scuola senese
(XIV sec.), e la pieve dei Ss. Giusto e Clemente, nella parte più antica
dell’abitato.
Caratteristiche:
L'acqua di Petriolo ha carattere solfureo e scaturisce alla temperatura
di 43°C da una sorgente prossima al torrente Farma. Le prime
notizie del suo utilizzo terapeutico risalgono al 1230, ma riferimenti
letterari ben più antichi – si parla di Cicerone
e Marziale – sostenuti da recenti scoperte archeologiche,
retrodatano l’attività termale quanto meno all’epoca
romana. L’antico stabilimento, caso più unico che
raro, si conserva nelle forme fortificate del 1404; rinomatissimo,
ha avuto frequentatori eccellenti e tra i più assidui
il senese Enea Silvio Piccolomini, assurto al soglio di Pietro
nel 1458 come Pio II. Nel 1907 Bagni di Petriolo rientrava ufficialmente
nel novero delle principali stazioni termali d’Italia;
oggi l'antico edificio è affiancato da un moderno stabilimento
con reparti di cure termali, fisioterapia e riabilitazione, cure
dermo-estetiche, medicina naturale e dietologia.
L'acqua:
Petriolo. 43 °C solfurea salso-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, docce terapeutiche, fanghi, idromassaggi,
inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, politzer crenoterapico.
Le altre cure:
Chinesiterapia, consulenza, cosmesi, fitness,
ginnastica respiratoria, massaggi, medicina estetica, programmi
antistress, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: :
S.S. 223 Grosseto-Siena
In treno: linea Grosseto-Siena, stazione di Civitella Paganico,
km 17
Bagni San Filippo
Bagni San Filippo occupa una propaggine del
monte Amiata e si affaccia al paesaggio ondulato della val d’Orcia.
Poco distante passa la Via Cassia, o Francigena per portare il
discorso al Medioevo e al secolare transito di pellegrini alla
volta di Roma.
La stazione termale appartiene al comune di Castiglione d’Orcia,
che è una quindicina di chilometri più a Nord; il
capoluogo è borgo castellano, posto a sorveglianza della
strada e dunque a dominio di uno scenario che comprende Pienza
e Montepulciano: visioni che sembrano uscire da antichi affreschi,
passando dalle distese di grano e girasoli alle biancane invernali
del suolo argilloso
Caratteristiche:
Le acque delle Terme San Filippo, solfureo-solfato-bicarbonate, sgorgano a
52°C formando suggestive concrezioni calcaree lungo il fosso Bianco che
scorre presso l’abitato, e ambienti particolari come quello del Bollore,
collinetta calcarea sul luogo della primitiva sorgente. La loro notorietà si
fa risalire al XIII sec. quando Filippo Benizzi, medico fiorentino, le utilizzò per
operare guarigioni – ritenute miracolose – che gli hanno meritato
il titolo di santo.
L’attività termale si svolge presso l’hotel Terme San Filippo,
comprendente lo stabilimento storico, un palazzo settecentesco di bella architettura,
completamente rinnovato sia nella veste alberghiera sia nelle dotazioni terapeutiche.
Tra queste, la piscina termale, di particolare suggestione nella cornice del
parco per l’andamento a cascatelle, l’acqua opalescente e i vapori
che ne scaturiscono. Numerose le proposte soggiorno-cure, indirizzate in particolare
al benessere, alla bellezza e alla forma fisica, con l'ausilio di una linea
di prodotti cosmetici termali.
L'acqua:
Poggetto. 52 °C solfurea solfato-bicarbonata.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, fanghi, idromassaggi,
inalazioni caldo-umide, irrigazioni nasali, piscina termale.
Le altre cure:
Consulenza, cosmesi, massaggi, programmi antistress.
Come arrivare:
In auto: A1 Milano-Roma,
uscita Chiusi-Chianciano Terme, km 32; S.S. 2 Roma-Siena e deviazione
di km 2
In treno: linea Firenze-Roma, stazione di Chiusi-Chianciano Terme, km
37
Bagno Vignoni
La Via Cassia, o Francigena, proveniente da
Siena, dopo aver attraversato le Crete e l’Asso sale sulle
alture che introducono alla val d’Orcia: da una parte, la
mole boscosa dell’Amiata; dall’altra, le ondulazioni
che spaziano da Pienza alla rupe vulcanica di Radicofani; distese
di grano e girasoli, geometrie di olivi e vigne, poi mosaico di
argille messe a nudo dall’aratro.
San Quirico d'Orcia accoglieva i pellegrini con la rassicurante
visione delle sue mura; all’ingresso si trova la collegiata,
tanto severa nelle forme romaniche, quanto preziosa nei portali
scolpiti e nella Madonna col Bambino e santi che custodisce.
A
pochi chilometri c'è Bagno Vignoni, con la curiosa piazza-vasca
che ha suscitato stupore in viaggiatori di ogni tempo, da Montaigne
a D’Annunzio; attorno alla grande vasca termale, gli edifici
eretti nel Quattrocento per conto di papa Pio II, tra cui la dimora
papale (su progetto di Bernardo Rossellino, il creatore della città ideale
di Pienza) ora inclusa nell'albergo Le Terme, e il loggiato con
cappella dedicata a santa Caterina da Siena che qui fu più volte
ospite.
Caratteristiche:
L’acqua termale solfurea, leggermente radioattiva, utilizzata a scopo
terapeutico già in epoca romana, sgorga a 51°C e confluisce nella
grande vasca costruita nel Cinquecento, quando l’intero borgo venne ristrutturato
in funzione difensiva.
Oggi lo stabilimento termale è modesto, nonostante le potenzialità terapeutiche
riconosciute, ed effettua solo fango e balneoterapie; nei pressi dello stesso,
l'acqua termale è utilizzata e fruibile anche nella piscina all'aperto
dell'hotel Posta Marcucci, da cui si gode un bellissimo panorama sui colli
circostanti.
L'acqua:
Bagno. 51 °C bicarbonato-alcalino-terrosa.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie dell'apparato locomotore.
Le cure termali:
Bagni terapeutici, fanghi.
Le altre cure:
Massaggi, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: A1
Milano-Roma, uscita Val di Chiana poi S.S. 146 fino a San Quirico
d'Orcia e S.S. 2 direzione Roma, km 5
In treno: linea Firenze-Roma, stazione di Chiusi-Chianciano
Terme, km 40 circa.
Casciana
Terme
Casciana Terme è il centro più rilevante
delle Colline Pisane, distretto appartato dai grandi flussi del
turismo toscano, ma non per questo meno interessante.
Il territorio è innervato
dal fiume Era, che in passato rappresentava la naturale direttrice
di commerci tra Volterra e il Valdarno Inferiore: una campagna
che dimostra il suo benessere nei paesi d’antico impianto
e nelle contrade sorte attorno alle ville, come nella matrice dominante
della vigna e dell’oliveto.
Risalendo una delle valli tributarie si giunge a Casciana Terme,
che il poeta Prezzolini definì affettuosamente “un
paesetto a mezza collina con i toni dei colori sfumati e i silenzi
della sera”.
Di fondazione remota, etrusca probabilmente,
era nota alle cronache già nel sec. IX come Castrum ad Aquas,
segno di una rinomanza termale ben più antica.
L’impronta
urbanistica, tuttavia, è ottocentesca, ariosa, e si deve
probabilmente allo stesso architetto che progettò il Palazzo
delle Terme, quel Giuseppe Poggi meglio noto per aver ideato il
piazzale Michelangiolo a Firenze.
Caratteristiche:
Una suggestiva leggenda indica nella contessa Matilde di Canossa
la fondatrice del primo stabilimento termale; le prove storiche,
invece, depongono a favore di Federico da Montefeltro, signore
di Pisa.
Questa struttura, potenziata dai granduchi di Toscana, venne
rinnovata nel 1870 con la costruzione del complesso che tuttora
offre la sua facciata monumentale allo stabilimento di cura,
oltre che gli ambienti più suggestivi: il Salone delle
feste e il Gran caffè. Sul retro si sviluppa il modernissimo
impianto, a pianta circolare, che sfrutta le due copiose fonti
Mathelda per balneoterapia, e S. Leopoldo per cure idropiniche.
Al piano superiore, un moderno e attrezzatissimo reparto di riabilitazione,
un centro benessere – con varie sale per ogni tipo di massaggio – e
un centro estetico. Fiore all'occhiello delle Terme, le due piscine
ad acque fluenti, una coperta con percorsi vascolari, l’altra
a cielo aperto in un’ambientazione molto suggestiva, con
giochi d'acqua e cascatelle.
L'acqua:
Mathelda. 36,7 °C bicarbonato-solfato-calcica.
San Leopoldo. 16 °C bicarbonato-solfato-cloruro-sodica litiosa.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, dell'apparato
digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio,
ginecologiche.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, fanghi,
idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide, insufflazioni,
irrigazioni vaginali, nebulizzazioni, ventilazioni polmonari.
Le altre cure:
Acquaticità, chinesiterapia, consulenza, fitness, ginnastica
respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica,
programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: A12
Genova-Rosignano Marittimo, uscita Collesalvetti, km 28; A12
Roma-Civitavecchia e S.S. 1 fino a Cecina, poi deviazione di
km 47
In treno: linea Pisa-Firenze, stazione di Pontedera-Casciana
Terme, km 16
San Carlo
Terme
Massa racconta
la propria storia nella rocca, alta su un colle a bastioni, cinta
dal borgo medievale,
nel duomo e nella piazza con il palazzo Cybo Malaspina, attorno
alla quale nel Rinascimento si è sviluppata la città.
I quartieri moderni
occupano quasi tutto lo spazio che la separa dalla Marina, celebre
per le pinete e l’arenile finissimo.
L’entroterra, sullo sfondo delle Apuane, è così descritto
da un poeta del Cinquecento: “vago giardino pieno di chiari
et freschi rivi, di amenissime colline, di folti boschi di cedri,
d’aranci et d’olivi”; la realtà odierna
non è dissimile, ed è questo lo scenario che incornicia
la stazione termale di San Carlo.
Caratteristiche:
La stazione termale si trova a 4 km da Massa e a 300 m di quota,
sulla strada che valica le Alpi Apuane per raggiungere la Garfagnana.
La dedicazione delle Terme rimanda alla seconda metà del
Cinquecento e a san Carlo Borromeo, che le frequentò in
occasione dei suoi viaggi tra Milano e Roma. Le acque, di tipo
oligominerale e povere in sodio, sono utilizzate come bevanda
per la cura delle malattie dell’apparato digerente, di
numerose affezioni urinarie e di alcune malattie dismetaboliche.
Oltre alle cure idropiniche, si effettuano corsi di yoga, iridologia,
riflessologia, massaggi e fitoterapia.
Il centro termale, in posizione panoramica e immerso in una grande
pineta, deve la sua fisionomia architettonica al noto architetto
contemporaneo Michelucci.
L'acqua:
Aurelia. 12,8 °C oligominerale.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie dell'apparato digerente, dell'apparato urinario e del ricambio.
Le cure termali:
Cure idropiniche.
Le altre cure:
Massaggi, programmi antistress, riabilitazione.
Come arrivare:
In auto: A12 Genova-Livorno,
uscita Massa, km 8
In treno: linea Genova-Roma, stazione di Massa, km 6
San Casciano dei Bagni
Il comune si trova sul versante
meridionale del monte Cetona, che s’innalza fino a 1148 m;
lo scenario è verdissimo – querce, castagni, pini – e
solitario.
I chilometri da Siena, capoluogo di provincia,
sono 85 ma vicinissimo è il punto in cui convergono i confini
di Toscana, Lazio e Umbria.
La località si trova sulla strada del Polacco che collega
Chiusi ad Acquapendente passando per Sarteano e Cetona: una direttrice
che nel Medioevo fu alternativa alla Via Francigena e motivo della
buona fortuna del paese.
Nel profilo del centro storico si leggono
il compatto impianto medievale e due presenze di spicco: la bella
collegiata e la mole merlata di una grande villa ottocentesca.
La zona termale si trova fuori dall’abitato: a stabilirne
la cronologia è la chiesa basilicale di S. Maria ad Balnea,
eretta nell’XI-XII sec. sui resti di un tempio pagano dedicato
a Igea, dea della salute; al Seicento risalgono invece le strutture
storiche dello stabilimento termale detto Bagno del Portico a motivo
dell’ariosa struttura in travertino che lo precede.
Caratteristiche:
Il bacino di San Casciano conta diverse sorgenti di acque termali affioranti
alla temperatura di 42°C e copiosissime, addirittura terze in Europa per
portata. L’etrusco Porsenna è accreditato della fondazione delle
terme; quanto ai romani, stando a Orazio, l’imperatore Augusto vi ritrovò salute
e vigore. Rinomata nei secoli, la struttura riceve moderna consacrazione nel
1607, auspice il granduca di Toscana Ferdinando I. Ai primi del Novecento si
devono altri lussuosi padiglioni; ad anni recentissimi, l’ammodernamento
delle strutture di cura, affiancate da centri d’estetica e benessere,
e la costruzione dell’elegante hotel Terme dei Medici.
Bellissima la piscina all’aperto, affacciata al paesaggio tra cascate
e zampilli d’acqua; numerose quelle interne allo stabilimento: due al
pianoterra – una collegata a quella esterna e l'altra a due profondità,
con annessa una piccola vasca per bambini – e ben tre al piano superiore,
la prima con percorso bioaquam (tonificante con innovative tecniche di idromassaggio),
la seconda per l'aquagym e infine l'ultima per i nostri amici a quattro zampe.
Nella sezione più recente, denominata 'bagno etrusco', diversi camerini
per idromassaggio, relax, sauna, stufa e bagno turco.
L'acqua:
Bianca Cappello. 42 °C solfato-calcico-fluorurato-magnesiaca.
Ferdinando II. 42 °C solfato-calcico-fluorurato-magnesiaca.
Ficoncella. 42 °C solfato-calcico-fluorurato-magnesiaca.
Portico. 42 °C solfato-calcico-fluorurato-magnesiaca.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, della pelle, dell'apparato
digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato
urinario e del ricambio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce terapeutiche,
fanghi, grotte/stufe, humage, idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide,
piscina termale.
Le altre cure:
Cosmesi, educazione alla salute, fitness, massaggi, medicina estetica, programmi
antistress.
Come arrivare:
In auto: S.S. 2
Siena-Roma e deviazione fra Ponte del Rigo e Acquapendente
In treno: linea Milano-Roma, stazione di Città della Pieve, km
13
San
Giuliano Terme
San Giuliano Terme si trova sulla strada che
collega Pisa a Lucca e, nel raggio di 70 km, le spiagge del Tirreno
allo spartiacque appenninico dell’Abetone.
La compresenza
di mare e monti caratterizza il territorio del comune, che si
allunga tra l’Arno e il Serchio dalla verdeggiante dorsale del monte
Pisano al Parco regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli.
Al centro dell'abitato spicca il Palazzo delle
Terme, settecentesco, come le molte ville che impreziosiscono i
dintorni a testimonianza
dell’amenità del luogo. Emanuele Repetti, geografo
ottocentesco, definì la zona "una delle più deliziose
e popolate montuosità d’Italia" e non stupisce
che, complici le acque termali, la stessa sia stata frequentata
da nobili e regnanti come da artisti e poeti romantici.
Caratteristiche:
Le acque termali di San Giuliano vengono utilizzate da secoli
sia come bevanda sia per bagni, fanghi e altri trattamenti.
Sono le acquae pisanae di romana memoria, più volte
lodate da Plinio il Vecchio e canalizzate con un acquedotto
di cui resta suggestiva traccia a Caldaccoli (calidae acquae).
Passato il Medioevo, epoca di continue lotte tra Pisa e Lucca,
lo sfruttamento ebbe rilancio sotto la signoria di Firenze
e definitiva consacrazione nel Settecento con l’avvento
dei Lorena, che fecero di San Giuliano una località di
villeggiatura internazionale. A quest’epoca risale il
suggestivo edificio, oggi anche albergo, che ospita le Terme,
nella cornice del parco degli Olivi.
Oltre ai numerosi programmi offerti dal centro benessere collegato
all'albergo (silhouette, anticellulite, starbene), è da
segnalare la linea di prodotti dermocosmetici Terme di San
Giuliano. Tra le novità un hammam e, in allestimento,
due piscine comunicanti, di cui una all'aperto.
L'acqua:
Pozzo Levante. 40,5 °C solfato-calcico-magnesiaca.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato
respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, fanghi, humage, idromassaggi, inalazioni caldo-umide,
nebulizzazioni, ventilazioni polmonari.
Le altre cure:
Cosmesi, massaggi, programmi antistress.
Come arrivare:
In auto: A11 Firenze-Lucca-Pisa,
uscita Lucca, km 11
In treno: linea Pisa-Lucca, stazione di San Giuliano Terme
In aereo: aeroporto Pisa/San Giusto, km 10
Saturnia
Saturnia è località di collina
tra le valli dell’Albegna e del Fiora, che con le loro foci,
separate dal promontorio dell’Argentario, segnano il paesaggio
della Maremma al confine tra Toscana e Lazio.
Amministrativamente
il borgo dipende dal comune di Manciano, 56 km da Grosseto, ma
nell’antichità aveva ben altro rango. Sorge su un
insediamento di remote origini nel quale – secondo la leggenda – si
volle identificare le prima città della penisola, dedicata
al dio Saturno.
Attestata colonia di diritto romano, venne dotata
in età imperiale di edifici monumentali; una fortuna costruita
sulle acque termali, innanzitutto, ma anche grazie alla sua posizione
rispetto alla Via Clodia, che attraversava l’Etruria, e all’Aurelia,
costiera; lo dimostrano l’impianto urbanistico e tratti delle
mura con la massiccia Porta romana.
Saturnia in seguito riemergerà dai
secoli bui come castello degli Aldobrandi, coinvolta in contese
di confine tanto aspre da smorzare definitivamente la sua rilevanza
se non come centro termale.
Caratteristiche:
La stazione termale si trova a poca distanza da Saturnia e
a una dozzina di chilometri da Manciano, in uno scenario reso
suggestivo dalle cascate naturali formate dalle acque solfuree
che sgorgano copiose a 37,5°C. Lo stabilimento è annesso
all'esclusivo albergo Terme di Saturnia, in cui i pregi del
travertino e degli arredi d'epoca si sposano ad attrezzature
di cura e benessere tra le più avanzate. Punti di forza:
diete e tecniche speciali per estetica, massaggi, fitness e
programmi benessere molto sofisticati. È disponibile
inoltre una linea di prodotti cosmetici a base di Bioglea,
un esclusivo estratto di plancton termale. Intorno, il vasto
parco con quattro piscine termali, la principale (alimentata
direttamente dalla sorgente) proprio davanti all’albergo;
in preparazione un campo da golf a 18 buche, parzialmente disponibile
già nel 2003.
L'acqua:
Saturnia. 37 °C solfureo-carbonico-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, della pelle, dell'apparato
locomotore, dell'apparato respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce terapeutiche,
fanghi, idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide, irrigazioni gengivali,
irrigazioni nasali, piscina termale.
Le altre cure:
Acquaticità, chinesiterapia, consulenza, cosmesi, educazione alla salute,
fitness, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica,
programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: da Grosseto
S.S. 322 Grosseto-Manciano, poi deviazione a Montemerano, km 6;
da sud S.S. 74 da Albinia a Manciano, poi S.S. 322 fino a Montemerano
In treno: linea Genova-Roma, stazione di Albinia, km 45
Venturina
La provincia di Livorno ama presentarsi come
la Costa degli Etruschi, perché in questo appellativo riassume
l’anima più antica e la natura del suo territorio:
una sottile fascia litoranea, rocciosa e verdeggiante dal capoluogo
fino a Castiglioncello, poi bassa, tra spiagge, pinete e terre
di bonifica, come s’addice alla Maremma, da Cecina al golfo
di Follonica.
Quasi all’estremo limite meridionale, nell’entroterra
di Piombino, si trovano Venturina e Campiglia Marittima, che ne è capoluogo
comunale.
Qui la Via Aurelia, a sviluppo costiero, si
incrocia con la direttrice storica che dal mare saliva alle Colline
Metallifere,
testimonianza della storica vocazione mineraria di tutta la zona.
Ciò vale anche per Campiglia Marittima, che nel borgo medievale
conserva l’aspetto di feudo dei conti della Gherardesca e
nel territorio vari siti legati alle attività estrattive:
valgano ad esempio l’antica chiesa della Madonna della Fucinaia,
che sorge presso forni fusori d’età etrusca, e il
castello a Rocca di San Silvestro, vero e proprio villaggio minerario
sorto presso importanti giacimenti di rame e piombo.
Caratteristiche:
Le terme si trovano a breve distanza dal tracciato storico
della Via Aurelia. Il luogo è probabilmente lo stesso
delle Terme di Populonia, citate dalle fonti storiche come
dipendenti dall’importante città etrusca sita
sulla costa. L’acqua della sorgente di Caldana, utilizzata
per le cure termali presso l’odierno stabilimento Valle
del Sole, ha carattere eminentemente solfureo e scaturisce
a 45°C da un cratere e da vari pozzi. L’acqua della
sorgente di Canneto, a 34°C, viene utilizzata invece per
alimentare la grande piscina termale con scivoli e strutture
balneari. Lo stabilimento, dove si effettuano fango-balneoterapie
e inalazioni, dispone anche di bar e ristorante; lo stesso
produce inoltre una propria linea cosmetica per viso, corpo
e piedi.
L'acqua:
Canneto. 34 °C solfato-calcico-magnesiaco-bicarbonata.
Cratere. 45 °C solfato-calcico-magnesiaco-bicarbonata.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie del fegato e delle vie biliari, dell'apparato digerente, dell'apparato
locomotore, dell'apparato respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce terapeutiche,
fanghi, inalazioni caldo-umide, nebulizzazioni, peloidi diversi da fanghi,
piscina termale.
Le altre cure:
Consulenza, cosmesi, massaggi, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: S.S. 1
Livorno-Grosseto, km 18 a Nord di Follonica
In treno: linea Genova-Roma, stazione di Campiglia Marittima, km 5
Chianciano
Terme
Lo sguardo spazia dal lago Trasimeno ai contrafforti
boscosi del monte Amiata: Chianciano Terme sorge a 475 m sul crinale
che fa da spartiacque tra la Valdichiana e la val d’Orcia,
nel settore sud-orientale della provincia di Siena, quasi al confine
con l’Umbria.
L’abitato ha due nuclei storici: il borgo
medievale e la zona dei parchi termali; a collegarli sono gli eleganti
quartieri di ville e alberghi, sorti nella seconda metà del
Novecento.
La città vecchia appare al culmine del rilievo
e conserva parte delle mura del '200 con le porte urbiche, la collegiata
di S. Giovanni Battista e il Palazzo del podestà, anch’essi
medievali. Pure a questo periodo si riferiscono le opere d’arte
d’ambito senese-fiorentino, tra cui una Croce dipinta della
scuola di Duccio, conservate nel museo allestito nel Palazzo dell’arcipretura. Le sorgenti degli Etruschi
L’antica vocazione termale di Chianciano è confermata
dal ritrovamento di reperti di età etrusco-romana, legati
al culto delle acque: statuette sacre e, con preciso riferimento
alla guarigione dalle malattie epatiche, riproduzioni votive di
fegati in pietra e bronzo.
I ritrovamenti più importanti – tra
cui una tomba principesca, integralmente ricostruita, e un grande
tempio, di cui si è rinvenuto il frontone scolpito – è dedicato
il Museo civico archeologico delle Acque. Nel Medioevo, il comune
ebbe notevole ruolo come centro di passaggio sulla direttrice che
collegava Perugia, e l’Umbria, al Tirreno, incrociando la
Via Francigena a San Quirico d’Orcia.
Per questo motivo fu
lungamente conteso tra i ghibellini di Siena e i guelfi di Orvieto,
sostenuti da Firenze. La prima valorizzazione delle acque termali
avvenne solo nel Seicento, quando la situazione politica si stabilizzò sotto
il granducato di Toscana.
Il resto è storia recente: tra il 1915 e il 1929 vennero
realizzate le strutture che ancora donano al sito note da Belle
Epoque; al secondo dopoguerra risale invece la trasformazione in
una vera e propria città della salute, oggi tra le prime
d’Europa con circa 250 alberghi e 200.000 presenze annue.
Caratteristiche:
Il bacino termale di Chianciano conta cinque fonti, con differente
mineralizzazione e temperatura, alle quali corrispondono diverse
strutture di cura. Alle Terme di Chianciano propriamente dette,
la cui direzione ospita un centro diagnostico, gli ambulatori
e il centro inalatorio, fanno capo il Parco Acquasanta, il
Parco Fucoli (dove le acque vengono utilizzate tradizionalmente
come bevanda per la cura del fegato) e lo Stabilimento Sillene,
attrezzato per bagni, fanghi e altre terapie, oltre che per
un’ampia serie di trattamenti estetici e di benessere.
A tal fine vanno menzionati il centro di idrofisiochinesiterapia,
il centro di medicina estetica e angiologica, il centro Relax,
nonché la palestra e la linea cosmetica Sillene. Nelle
Terme Sant’Elena, in una struttura d’atmosfera
ottocentesca a gestione separata, l’acqua ha più specifica
indicazione nella cura delle malattie renali e del ricambio.
Numerose le proposte per il tempo libero organizzate nell'ambito
dei grandi parchi termali, come le attività di fitness
presso il Parco Fucoli, le numerose manifestazioni teatrali
e musicali, le attrezzature sportive.
L'acqua:
Fucoli. 16,5 °C bicarbonato-solfato-calcica.
Santa. 33 °C bicarbonato-solfato-calcica.
Sant'Elena. 13,9 °C oligominerale bicarbonato-alcalina.
Santissima. 33 °C bicarbonato-solfato-alcalino-terrosa carbonica.
Sillene. 38,5 °C solfato-bicarbonato-calcica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari,
dell'apparato digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato
respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, fanghi, idromassaggi,
insufflazioni.
Le altre cure:
Chinesiterapia, consulenza, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica,
programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: A1 Milano-Roma,
uscita Chiusi-Chianciano T., km 10
In treno: linea Milano-Bologna-Firenze-Roma, stazione di Chiusi-Chianciano
Terme, km 17
In aereo: aeroporto Perugia/S. Egidio, km 74
Equi
Terme
Equi Terme appartiene al comune di Fivizzano,
il cui abitato dimostra il proprio rango nella piazza Medicea,
sulla quale si affacciano la chiesa dei Ss. Jacopo e Antonio, di
origine trecentesca, e dignitosi palazzi rinascimentali.
La stazione
termale di Equi Terme (m 250) si trova a 15 km dal capoluogo,
all'ingresso della valle di Fagli di interesse naturalistico e
speleologico.
Il borgo ha case in pietra e viuzze che conservano
il fascino del tempo antico; il clima mite e la bellezza dei paesaggi
ne fanno
una gradevole villeggiatura estiva.
Alle spalle del paese, s’innalzano le strette valli del fronte
interno delle Apuane, rese spettacolari da affioramenti marmiferi,
orridi, grotte e fenomeni d’erosione.
Caratteristiche:
La fonte, già nota in età romana, venne analizzata nel XVIII
sec. e sfruttata in modo sistematico solo a partire dal 1890, con la costruzione
a monte del paese di uno stabilimento termale. Nel 1908 il Vinaj, uno dei più importanti
studiosi del termalismo italiano, visitò Equi e ne rimase entusiasta.
Oggi, all’interno del Parco termale, oltre allo stabilimento di cure,
recentemente rinnovato e strutturato su due piani (cure inalatorie al pianterreno,
balneoterapia e sauna al primo piano), si trovano due piscine termali e l’elegante
Hotel delle Terme con attivo ristorante.
L'acqua:
Terme di Equi. 23 °C clorurato-sodico-solfureo-radioattiva.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie della pelle, dell'apparato respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, idromassaggi, inalazioni caldo-umide,
insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer
crenoterapico.
Le altre cure:
Acquaticità, cosmesi, massaggi, medicina estetica, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: A15 Parma-La
Spezia, uscita Aulla, km 22; A12 Genova-Rosignano Marittimo, uscita
Massa, km 37
In treno: linea Lucca-Aulla, stazione di Equi Terme
Gambassi
Terme
Nel cuore della Toscana: questa è la
realtà geografica, elevata a slogan, dell’antico comune
di Gambassi Terme. Lo scenario è quello della val d’Elsa,
che nasce dalle Colline Metallifere e sfocia in Arno presso Empoli.
Una campagna boscosa, illuminata da estesi oliveti.
Da tempo immemorabile luogo di passaggio, documentato fin dall’epoca etrusca – cui
risale la fondazione dei principali abitati – ma rilevante
soprattutto nel Medioevo, con il flusso dei pellegrini diretti
a Roma lungo la Via Francigena e i commerci che avevano luogo lungo
la Volterrana.
A quell'epoca risale infatti il monumento più significativo
del comune, la pieve di S. Maria a Chianni, significativo esempio
di romanico, di influenza pisana e lucchese, con un ricco corredo
scultoreo.
Ai secoli di mezzo risale anche la notorietà del comune
per la produzione vetraria, favorita dai giacimenti di rocce quarzifere
e dalle selve che davano combustibile alle fornaci. I ‘bicchierai’ di
Gambassi Terme e della vicina Montaione hanno viaggiato in lungo
e in largo in tutto il continente.
La realtà odierna è riassunta
in un secondo slogan: “dolce campagna e antiche mura”,
che si riferisce alla recente vocazione turistica della val d'Elsa
con ospitalità in fattoria ed escursionismo a medio raggio
e della felice aggiunta dei soggiorni termali.
Caratteristiche:
Il centro storico di Gambassi Terme, sorto sui resti di un antico castello, è quanto
di meglio ci si può aspettare dalla campagna fiorentina: piccolo, caratteristico
e immerso in un paesaggio che apre il cuore. A margine dell’abitato il
grande parco, già parte integrante di una villa e che oggi introduce
allo stabilimento termale di dimensioni commisurate al luogo e di gradevole
atmosfera, realizzato nel 1970 dall'Amministrazione comunale. Vi si dispensa
l’Acqua di Pillo, che sgorga a 14,6°C, bevanda dalle caratteristiche
rare, paragonabili a quella francese di Vichy o alla Regina di Montecatini
Terme, molto ricca di sodio e per questo particolarmente adatta alla cura delle
patologie dell’apparato digerente. Poco distante, un altro centro eroga
cure inalatorie, utili nella cura delle malattie di naso, gola e orecchio.
Pacchetti integrati settimanali e quindicinali vengono offerti in collaborazione
con le aziende agrituristiche della zona.
L'acqua:
Pillo. 14,6 °C cloruro-bicarbonato-solfato-sodico-magnesiaca.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie del fegato e delle vie biliari, della pelle, dell'apparato digerente,
dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio.
Le cure termali:
Aerosol, cure idropiniche, inalazioni caldo-umide, nebulizzazioni.
Le altre cure:
Cosmesi, massaggi.
Come arrivare:
In auto: S.S. 429
Empoli-Siena e deviazione a Castelfiorentino o a Certaldo, km 8
In treno: linea Empoli-Siena, stazione di Castelfiorentino, km 8
Monsummano
Terme
Il comune abbraccia l’ameno scenario della
Valdinievole, tra il monte Albano e il padule di Fucecchio, e racconta
la propria vicenda nei tre nuclei storici: Monsummano Alto, con
l’unico torrione superstite e la pieve di S. Niccolò a
ricordare un Medioevo d’impronta guerresca; Montevettolini,
con la scenografica villa Medicea al centro di una vasta tenuta
agricola; Monsummano Terme, cresciuta attorno al seicentesco santuario
di S. Maria di Fontenuova e poi assurta a rinomanza per i vapori
curativi delle sue grotte.
Orgoglio locale è Giuseppe Giusti che qui nacque nel 1809;
nel museo che gli è stato dedicato si possono vedere mobili,
oggetti e memorie del poeta.
Caratteristiche:
Storicamente, il primo stabilimento termale di Monsummano è quello
di grotta Parlanti, nota fin dal Settecento per le proprietà curative
dei vapori generati dall’acqua termale fluente al suo
interno. Il padiglione di cure – che si trova all’inizio
dell’abitato – ha frontone a tempio, secondo il
gusto neoclassico dell’epoca, ed è attualmente
in fase di ristrutturazione e ampliamento, sia per i servizi
termali che per quelli alberghieri.
Il secondo stabilimento si trova in corrispondenza della grotta
Giusti, scoperta nel 1849, più profonda e ricca di formazioni
calcaree. L’acqua sgorga a 34°C, con temperatura
e umidità via via crescenti, cui corrisponde la distinzione
dei ‘bagni a vapore’ in: Paradiso, Purgatorio e
Inferno; nel Limbo, un pittoresco laghetto termale invita a
un bagno rilassante.
La villa del poeta Giusti – la sua famiglia fu la prima
proprietaria del complesso – ospita l'annesso Grotta
Giusti Terme Hotel.
L'acqua:
Grotta Giusti. 34 °C salso-solfato-alcalino-terrosa.
Grotta Parlante. 27,5 °C bicarbonato-solfata.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato
digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio,
dell'apparato urinario e del ricambio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce terapeutiche,
fanghi, grotte/stufe, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, irrigazioni nasali,
nebulizzazioni, piscina termale, ventilazioni polmonari.
Le altre cure:
Acquaticità, consulenza, educazione alla salute, fitness, idrochinesiterapia,
massaggi, medicina estetica, programmi antistress, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: A11 Viareggio-Firenze,
uscita Montecatini Terme, km 3
In treno: linea Firenze-Viareggio, stazione di Montecatini Terme-Monsummano
Terme
In aereo: aeroporto Firenze/Peretola, km 41
Montecatini
Terme
Montecatini Terme sorge ai margini nell’anfiteatro
collinare della Valdinievole, lungo la strada che nei secoli ha
collegato Pistoia a Lucca, aggirando la pianura allora occupata
dal padule di Fucecchio.
Il nucleo più antico, documentato
già prima dell’anno Mille, è oggi chiamato
Montecatini Alto, in posizione dominante su un vastissimo panorama.
Più in basso è la stazione termale, realizzata in
gran parte nel Settecento dal granduca di Toscana Pietro Leopoldo,
ma assurta a notorietà internazionale ai primi del Novecento
con la costruzione di stabilimenti e alberghi in perfetto stile
liberty, che ne hanno fatto una delle capitali europee del turismo
termale.
Una straordinaria ricchezza
d’acque
La natura del sottosuolo di Montecatini Terme appare chiara visitando
la grotta Maona, che si trova a poca distanza dal centro termale:
esperienza emozionante ed eccezionale per il doppio sbocco della
cavità, che consente di compiere un lungo percorso sotterraneo – senza
mai tornare sui propri passi – in uno scenario dantesco
di concrezioni calcaree.
Le fonti termali utilizzate a scopi curativi sono sette e affiorano,
da una falda sita a 60-80 m di profondità, a una temperatura
compresa tra i 21 e 33°C; sono definite salso-solfate, da leggere
a forti, e vengono utilizzate soprattutto come bevanda. Le loro
proprietà, apprezzate da tempi remoti, sono state codificate
per la prima volta nel 1417 nel trattato De Balneorum Italiae proprietatibus
di Ugolino da Montecatini, lettore di medicina presso le università di
Pisa, Firenze e Perugia, considerato il fondatore dell'idrologia
italiana.
Caratteristiche:
Ben nove sono attualmente gli stabilimenti di cura di Montecatini
Terme, immersi nel verde del grande parco. Innazitutto le Terme
Tettuccio, vero simbolo cittadino, la cui grandiosa facciata
riporta alla fondazione settecentesca; i padiglioni, invece,
risalgono in gran parte agli anni Venti e sono una splendida
sintesi del liberty termale; un nuovo salone, aggiunto nel
1989, è opera dell’architetto Paolo Portoghesi.
Le Terme Leopoldine, dagli ambienti sontuosi, ricchi di marmi
e stucchi; la fonte termale zampilla da una fontana a cratere
posta al centro del cortile interno. Le Nuove Terme Excelsior
nascono a inizio Novecento come luogo di svago, con Casinò e
Gran caffè, e ne conservano gli ambienti più suggestivi;
oggi alle strutture di cura, allestite in un moderno padiglione
vetrato, si affianca un centro benessere. Fusione di vari stili
architettonici – moresco veneziano, rinascimento toscano,
liberty – per le Terme Tamerici, una sorta di castello
delle meraviglie. La sorgente delle Terme Regina (grande salone
con vetrate multicolori e portico monumentale) sgorga da un
tempietto a pianta circolare. Le Terme La Salute risiedono
in padiglioni rustici aperti sul parco circostante, mentre
le Terme Torretta hanno fisionomia castellana e ambientazione
romantica sulle sponde di un laghetto abitato da cigni. Più di
100 ambienti alle Nuove Terme Redi sono destinati a fango-balneoterapia
e massaggi. Infine, l’Istituto Grocco, dotato di strutture
per la fisioterapia, tra cui una piscina termale.
Un recente e ambizioso progetto si propone il rilancio e la
riorganizzazione della stazione termale, allo scopo di fare
di Montecatini Terme la nuova capitale europea del benessere;
previsti importanti investimenti sia sulle strutture esistenti
sie per recuperarne altre (i Bagni Gratuiti, l'ex Imbottigliamento
Acque, le Lavanderie). Secondo tale progetto, le cure idropiniche
resteranno alle Terme Tettuccio e La Salute, le altre cure
al Redi, ai Bagni Gratuiti e all'ex Imbottigliamento Acque.
Presso le Terme Excelsior, Leopoldine, Torrette e Istituto
Grocco saranno concentrati i servizi sportivi con fitness,
estetica, remise en forme, mentre lo stabilimento Tamerici
sarà il fulcro per massoterapia e altre metodiche di
relax; infine Torrette e Lavanderie saranno dedicate ad attività culturali
e di intrattenimento e l'area delle Serre a servizi didattici
con piscine e scivoli, centro sportivo e Baby Play.
L'acqua:
Giulia. 26 °C salso-solfata.
Leopoldina. 33 °C salso-solfata.
Regina. 23 °C salso-solfata.
Rinfresco. 21 °C salso-solfata.
Tamerici. 33,3 °C salso-solfata.
Tettuccio. 24 °C salso-solfata.
Torretta. 27,7 °C salso-solfata.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, della pelle, dell'apparato
digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato
urinario e del ricambio, ginecologiche.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce terapeutiche,
fanghi, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni intestinali,
irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali, nebulizzazioni, politzer crenoterapico,
ventilazioni polmonari.
Le altre cure:
Acquaticità, chinesiterapia, consulenza, cosmesi, educazione alla salute,
fitness, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica,
programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: A11 Viareggio-Firenze,
uscita Montecatini Terme, km 2
In treno: linea Firenze-Viareggio, stazione di Montecatini Terme-Monsummano
Terme
In aereo: aeroporto Firenze/Peretola, km 44
Montepulciano
Cittadina di crinale, tra le crete dell’Orcia
e il verde del Chiana, disegnata a vicoli, archi e volte, con grandi
acuti di architettura rinascimentale e improvvisi panorami.
Nella
piazza Grande, sistemata da Michelozzo, si ammirano il duomo
e il Palazzo comunale; emozionante il panorama dall’alta torre
merlata.
Entro le mura, tanti palazzi di nobile paternità;
oltre agli stemmi nobiliari, più d’uno reca incastonate
antichità etrusche.
Qui nacque il Poliziano, poeta e umanista
del Quattrocento, cui sono intitolati un teatro e uno storico
caffè.
A completare il quadro, fuori porta, è la chiesa di S. Biagio,
a croce greca, di Antonio da Sangallo il Vecchio, vera icona del
Cinquecento toscano.
Quanto ai dintorni, basta passare in rassegna i comuni di confine:
Chianciano Terme e l’etrusca Chiusi; Pienza, meta tra le
più vagheggiate; Cortona, primo incontro con le terre d’Arezzo;
Castiglione del Lago, porta aperta sull’Umbria.
Caratteristiche:
La prima citazione delle acque solfuree di Montepulciano risale al 1571, ma
il loro utilizzo terapeutico – fino alla seconda metà del Novecento – è stato
perlopiù circoscritto agli abitanti del circondario che si recavano
alle sorgenti a Sant’Albino, sulla strada per Chianciano Terme, per abluzioni
estemporanee. La costruzione dello stabilimento termale risale al 1966, quando
venne anche scavato il pozzo che consentiva di captare le acque a 132 m di
profondità, portandole in superficie senza che entrassero in contatto
con l’aria per mantenere intatte le qualità terapeutiche dello
zolfo e degli altri minerali ivi disciolti. La struttura di cura comprende
un centro di riabilitazione ortopedico-vascolare-reumatologico e tre centri
specializzati nelle malattie dell’apparato respiratorio; vengono elaborati
inoltre programmi benessere e di remise en forme, con trattamenti di estetica
termale per il viso e il corpo.
L'acqua:
Montepulciano. 16 °C solfurea bicarbonato-magnesiaca
salso-bromo-iodica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato
respiratorio, ginecologiche.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, docce terapeutiche, fanghi, peloidi
diversi da fanghi.
Le altre cure:
Acquaticità, chinesiterapia, consulenza, cosmesi, fitness, ginnastica
respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, programmi antistress, riabilitazione,
terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: A1 Milano-Roma,
uscita Chiusi-Chianciano Terme, poi S.S. 146 per km 20
In treno: linea Firenze-Roma, stazione di Chiusi-Chianciano Terme, km
243
Montignoso Montignoso si sviluppa
con le sue otto frazioni dalle falde delle Alpi Apuane alle pinete
sul mare, incuneato tra Marina di Massa e Forte dei Marmi, a segnare
il confine tra Lunigiana e Versilia.
Nella fitta trama edificata
della costa, il territorio del comune rappresenta un intermezzo
di natura sostanzialmente intatta, con il lago di Porta, area
naturale protetta frequentata da aironi e da stormi di rondini
in migrazione;
sullo sfondo, il castello Aghinolfi, che torreggia nella sua
ripristinata possenza.
Questo lo scenario che incornicia anche
il Golf Club
Versilia, struttura irrinunciabile per i frequentatori delle
eleganti località di villeggiatura della costa.
Caratteristiche:
Il Centro Terme della Versilia si trova a Cinquale, la frazione
balneare di Montignoso. Qui, a pochi passi del mare, si trova
la sorgente Undulna, dedicata alla ninfa delle acque e delle
dune, cantata da Gabriele D’Annunzio nell'Alcyone. L’acqua
termale affiora dopo aver attraversato strati di sali che le
conferiscono spiccate caratteristiche salso-bromo-iodiche. L’acqua
viene utilizzata per balneoterapia e fangoterapia, in abbinamento
con la torba del vicino lago di Massaciuccoli. L'impianto termale,
dalle ampie vetrate che danno sulla pineta del parco, è dotato
di piscina con idromassaggi, area bimbi e attivo centro benessere
che propone programmi integrati (termale classico per vasculopatie
e artroreumopatie, anticellulite, dimagramento, benessere e bellezza,
viso e decolleté, remise en forme) con soggiorno presso
l’hotel Villa Undulna (collegato direttamente), che ha
il rilassante aspetto di una grande villa affacciata al mare.
L'acqua:
Undulna 2. 16,8 °C salso-bromo-iodica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato locomotore.
Le cure termali:
Bagni terapeutici, idromassaggi, idropercorso, peloidi diversi da fanghi, piscina
termale.
Le altre cure:
Acquaticità, chinesiterapia, consulenza, cosmesi, educazione alla salute,
fitness, massaggi, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione.
Come arrivare:
In auto: autostrada
A12 per La Spezia-Livorno, uscita Massa (per chi viene da nord)
o Versilia (per chi viene da sud) entrambe a 6 km
In treno: stazione FS di Forte dei Marmi/Querceta o Massa (6km)
Portoferraio
Portoferraio ha nel nome quel che l’Elba
rappresentò per gli antichi, a partire da etruschi e greci:
miniere e fonderie.
La cittadina si presenta nella sua fisionomia
cinquecentesca, salda tra le fortificazioni volute da Cosimo
I Medici; la sua fondazione, tuttavia, è da attribuire
quanto meno ai romani, che la battezzarono Fabricia e ne fecero
una delle più importanti basi navali del Tirreno.
E tale
rimase nei secoli vedendo alternare sugli approdi bizantini e
longobardi; pisani e fiorentini; spagnoli, francesi e inglesi.
La storia dell’isola ha un sussulto nel 1814, quando vi
giunge in esilio Napoleone Bonaparte: 10 mesi soltanto, di cui
resta ricordo nei cimeli e nello stile Impero della residenza
cittadina e nella villa di S. Martino.
Passando dal dettaglio all’insieme, Portoferraio è il
cuore di un’isola che ha forma di farfalla: a Ovest, la
parte sovrastata dalla mole granitica del monte Capanne, che
supera i mille metri tra boschi di querce e castagni, con Marciana
Marina e Campo nell’Elba sulla costa degli opposti versanti;
a Est invece, la dorsale montuosa rosseggiante di minerali ferrosi,
con Rio Marina, Porto Azzurro e Capoliveri.
Le coste sono frastagliate
e per lo più rocciose, ma ogni insenatura ha la sua spiaggia;
l’entroterra, se non è bosco o macchia mediterranea, è oliveto
e vigna a terrazze.
Caratteristiche:
Le Terme di San Giovanni si trovano nella parte più interna del golfo
di Portoferraio, in corrispondenza di antiche saline: cinque ettari di lagune
divenute habitat per aironi e uccelli marini. Nello stabilimento termale, immerso
in un grande parco di eucalipti, viene praticata la talassoterapia utilizzando
l’acqua salso-iodica del mare. Per i fanghi, in particolare, è impiegato
il limo che si forma in modo naturale nei bacini antistanti, sottoposti a un
continuo ricambio d'acqua marina. L’eccezionalità di tale sedimento è data
dall'alta concentrazione di iodio e zolfo organici, derivati da piante e alghe
marine, oltre che di ferro, residuo di antiche attività siderurgiche;
un complesso di elementi che si rivela particolarmente efficace nella cura
dei malanni articolari e delle malattie della pelle. Al padiglione termale
sono affiancati un laboratorio di fisioterapia e un centro benessere che propone
trattamenti estetici e settimane della salute.
L'acqua:
Acqua marina. Salso-iodica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio.
Le cure termali:
Bagni terapeutici, fanghi, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, nebulizzazioni,
peloidi diversi da fanghi.
Le altre cure:
Chinesiterapia, massaggi, medicina estetica, terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: S.S.
1 Roma-Ventimiglia e deviazione di km 13 per Piombino
In treno: linea Torino-Roma, stazione di Campiglia Marittima, poi linea
per Piombino
In nave: con trasporto auto da Piombino
In aereo: aeroporto Elba/Marina di Campo, km 15
Radicondoli
Lo scenario è il giro d’orizzonte
solitario e boscoso delle Colline Metallifere, territorio dalla
geologia singolare che si esprime nei celebri soffioni boraciferi
di Larderello e nelle fonti minerali affioranti alle falde del
monte Gabbro, dove si trovano i Bagni delle Galleraie.
La stazione
termale ricade nell’esteso comune di Radicondoli, con capoluogo
a 15 km e analoga distanza la separa da Montieri e Chiusdino:
tre paesi di campagna gradevoli per atmosfera e tradizioni. Eccezionale
il valore ambientale della zona.
A breve raggio, tre Riserve
naturali: Cornocchia, splendido ambito agroforestale prestato
all’allevamento della vacca Chianina; le Cornate Fosine,
suggestivo scenario rupestre; Bosco delle Carline, ricco di fagiani
e caprioli, che include la zona termale.
Caratteristiche:
I Bagni delle Galleraie nascono come struttura termale nel 1862 per merito
del conte Bulgarini d’Elci, che li provvide anche di un albergo con annesse
chiesetta e stazione per cavalli e carrozze. Fanghi e bagni caldi erano basati
sulle acque solfato-bicarbonato-calciche di cinque diverse sorgenti, sgorganti
a 29°C e apprezzate al punto da ottenere lusinghiera citazione nella bibliografia
specializzata.
La struttura odierna nasce dal restauro dell’albergo che ha conservato
la calda atmosfera del passato, guadagnando in efficienza con la costruzione
del nuovo adiacente stabilimento termale; quest'ultimo, oltre alle tradizionali
cure fango-balneoterapiche, inalatorie e idropiniche, dispone di vari reparti:
fisioterapia e riabilitazione, dermoestetica e medicina naturale (aromaterapia,
fiori di Bach e altre terapie non convenzionali).
L'acqua:
Galleraie. 29 °C solfato-bicarbonato-calcica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, fanghi, inalazioni caldo-umide,
insufflazioni, politzer crenoterapico.
Le altre cure:
Chinesiterapia, consulenza, fitness, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia,
massaggi, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione.
Come arrivare:
In auto: raccordo
autostradale Firenze-Siena, uscita Colle di Val d'Elsa Nord,
poi S.S. 541 per km 30
In treno: linea Empoli-Siena oppure Siena-Chianciano, stazione di Siena,
km 40
Rapolano
Terme
Rapolano Terme segna il punto in cui lo scenario
verdeggiante delle colline del Chianti cede il passo all’orizzonte
ondulato e brullo delle Crete senesi.
Il centro conserva la porta
dei Tintori e parte delle mura del Medioevo, momento di grande
fortuna per la località, quando aveva rinomanza proprio
per le acque termali, oltre che per le cave di travertino e marmo.
Castellare di confine, fu lungamente conteso
e solo nell’Ottocento
tornò a piena fama come luogo di cura: ospite illustre
fu Giuseppe Garibaldi, che qui si riprese dai postumi della ferita
d’Aspromonte.
A qualche chilometro dal capoluogo si incontra Serre di Rapolano,
che ha fisionomia antica e un edificio molto significativo nella
Grancia, magazzino di cereali, già possesso dello Spedale
di S. Maria della Scala di Siena, oggi sede museale.
I dintorni, tanto essenziali nelle linee del paesaggio, rivelano
poi una straordinaria densità di presenze: borghi fortificati
e chiese romaniche; ville isolate e casali; rovine e siti archeologici.
Numerose le evidenze di un remoto vulcanismo,
con affioramenti di acque minerali e punti di emissione gassosa
come nella grande
mofeta presso le Terme S. Giovanni.
Caratteristiche:
La scoperta, in località Campo Muri, dei resti di un grande complesso
termale di età imperiale testimonia la considerazione che già i
romani avevano di questa stazione di cura. L’acqua del bacino termale
di Rapolano, classificata solfurea-bicarbonato-calcica, sgorga a 39°C principalmente
da due sorgenti, in corrispondenza delle quali sorgono gli attuali stabilimenti
termali con annessi alberghi. Circa 1 km a Nord-Est dell’abitato sono
le Terme Antica Querciolaia, complesso di fisionomia moderna; 2 km a Sud-Ovest,
invece, in un bell'edificio su una collina, le Terme S. Giovanni, secondo la
tradizione frequentate anche da santa Caterina da Siena. I trattamenti comprendono
bagni, fanghi e inalazioni; numerosi i pacchetti e i trattamenti estetici proposti:
anticellulite, dimagrante, uomo e donna in forma, benessere e turismo.
L'acqua:
San Giovanni. 39 °C solfureo-bicarbonato-calcica.
Sorgente 1. 39 °C solfureo-bicarbonato-calcica.
Sorgente 2. 37 °C solfureo-bicarbonato-calcica.
Le indicazioni
terapeutiche:
Malattie della pelle, dell'apparato locomotore,
dell'apparato respiratorio.
Le cure termali:
Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, fanghi, humage, idromassaggi, inalazioni
caldo-umide, insufflazioni, nebulizzazioni, piscina termale, politzer crenoterapico.
Le altre cure:
Acquaticità, chinesiterapia, consulenza, cosmesi, ginnastica respiratoria,
idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione,
terapie fisiche.
Come arrivare:
In auto: A1 Milano-Roma,
uscita Val di Chiana, poi S.S. 326 per km 23; raccordo autostradale
Firenze-Siena, poi S.S. 326
In treno: linea Siena-Chianciano Terme, stazione di Rapolano Terme
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