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Centri Termali Umbria

Acquasparta

Adagiata lungo le pendici di un colle di tufo e travertino, Acquasparta, già nota ai romani per le proprietà delle sue acque, fu castello delle Terre Arnolfe, infeudate nel 966 per volere dell’imperatore Ottone I.

Dopo varie denominazioni e alterne lotte tra Guelfi e Ghibellini, tra XVI e XVII sec. trovò una rinnovata stagione di splendore con la signoria dei Cesi, che ne ridefinirono l’assetto urbanistico e fecero erigere nel 1565, su disegno di Giovanni Domenico Bianchi, una splendida residenza, magnificamente affrescata all’interno e con soffitti lignei a cassettoni.

Palazzo Cesi fu sede, nel 1609, dell’Accademia dei Lincei e dimora di Federico Cesi, naturalista e studioso di fama, che vi ospitò Galileo Galilei.
Dal 1964 appartiene all’Università di Perugia che vi tiene corsi e manifestazioni culturali.

Caratteristiche:

Già sfruttate in epoca romana le sorgenti Amerino, a Nord della cittadina, sono anche conosciute come Terme di San Francesco poiché una tradizione le vuole benedette dal santo durante una sua visita in questi luoghi e sono attive fin dai primi anni del '900.
Le acque oligominerali fredde sono perlopiù destinate all’imbottigliamento e alla cura idropinica e la relativa mescita ha luogo in un piacevole parco attiguo al moderno stabilimento di produzione. Le loro proprietà furono studiate sin dal XVIII sec. e, da allora, sfruttate e frequentate non solo dai locali ma anche da celebrità forestiere: il conte Borromeo di Milano, Gabriele D’Annunzio, la contessa Caproni e alti esponenti della nobiltà romana.
Lo stabilimento Furapane, 2 km più a Sud, attivo fino agli anni Settanta, è attualmente chiuso.

L'acqua:

Sorgente Amerino San Francesco. Fredda oligominerale.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie del fegato e delle vie biliari, dell'apparato digerente, dell'apparato urinario e del ricambio.

Le cure termali:

Cure idropiniche.


Come arrivare:

In auto: A1 Milano-Roma, uscita Orte, poi S.S. 204 e 3bis per km 36.

In treno:
linea Terni-Perugia, stazione di Acquasparta.

Città di Castello

Colline dai morbidi profili e luminosi coltivi fanno da sfondo al principale centro urbano della val Tiberina. Gli spazi medievali, stretti e verticali, sono qui dimenticati a favore della distesa bellezza di vie ampie e diritte e di nobili palazzi cinquecenteschi.

Promotori di questa piccola capitale dell’arte furono i Vitelli, raffinati e colti signori del Castello tra il Quattro e il Cinquecento, che rinnovarono il borgo medievale murato, erede del romano Tifernum Tiberinum, secondo un ideale di bellezza tutto rinascimentale.

In questo luogo, il mai tradito gusto del bello dà vigore ancor oggi alle attività artigianali: quella tipografica, introdotta nel '500, fedele ai procedimenti manuali; la produzione di mobili in stile e, soprattutto, di tessuti che, nel laboratorio Tela Umbra, continuano a essere realizzati con telai manuali.

La magnificenza della casata è esibita da due palazzi: quello alla Cannoniera, fatto erigere in stile fiorentino da Alessandro Vitelli a partire dal 1521 – l’elegantissima facciata sul giardino su disegno del Vasari – e quello nel rione S. Egidio, commissionato da Paolo Vitelli.

Preziosi tesori d’arte sono conservati nel Museo del duomo – oltre agli oggetti sacri del tesoro del Canoscio, del V-VI sec., un Cristo in gloria, capolavoro di Rosso Fiorentino – e nella Pinacoteca – tra gli altri il Martirio di S. Sebastiano di Luca Signorelli e il gonfalone della SS. Trinità, l'unica opera di Raffaello rimasta in città.

Caratteristiche:

La fama di questo luogo termale risale all’età di Plinio il Giovane quando, alla fine del I sec. d.C., vi accompagnava la moglie Calpurnia. Della giovane donna, colta in piedi nell’atto di versare acqua da un’anfora, venne rinvenuta una statua nel corso degli scavi del 1879.
Oggi le Terme di Fontecchio (classificate di prima categoria super), a circa 3 km da Città di Castello, sono caratterizzate da un bell’edificio neoclassico, opera dell’architetto Calderini, costruito nel 1868 sulle rovine del precedente (forse risalente ai romani e distrutto da un terremoto nel 1789). Oltre che del reparto per le cure termali tradizionali, dispongono di un centro di cardiologia e pneumologia, uno di riabilitazione ortopedica, uno di medicina dello sport e del lavoro, uno di cure estetiche e del centro benessere Calpurnia.
Il grande parco circostante ospita la struttura alberghiera con ristorante, piscina, tennis, percorso vita, minigolf, parco giochi bimbi e discoteca. Una seconda fonte, quella dei Cappuccini, distante 500 metri, è entrata recentemente in funzione e accanto a essa, l’antico convento, ristrutturato con attenzione e aperto all’ospitalità come residenza storica, dispone di camere prestigiose, di diverse aree comuni e sale riunioni. Qui ha sede la Beauty Farm che offre numerose combinazioni di trattamenti settimanali e per il week end.

L'acqua:

Cappuccini. 16 °C carbonato-calcico-magnesiaca.
Fontecchio. 17 °C bicarbonato-alcalino-solfurea.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, della pelle, dell'apparato digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio, stomatologiche.

Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce terapeutiche, fanghi, grotte/stufe, humage, idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari.

Le altre cure:

Acquaticità, chinesiterapia, consulenza, cosmesi, educazione alla salute, fitness, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.



Come arrivare:

In auto: S.S. 3bis da Terni-Perugia; S.S. 71 e 3bis da Cesena.

In treno:
linea Sansepolcro-Perugia-Terni, stazione di Città di Castello.

Massa Martana

Alle falde dei Monti Martani, questo centro fortificato ha origini romane, essendo posto lungo la trafficata direttrice dell’antica Via Flaminia.

Feudo dei Bonaccorsi e dei Bentivegna in epoca medievale, l’abitato è chiuso entro i resti delle mura storiche, con una porta che risale al X sec.

Il terremoto del 1997 ha lesionato numerosi edifici, tra cui la chiesa rinascimentale della Madonna della Pace, a pianta ottagonale. Nelle vicinanze, lungo la provinciale Todi-Foligno, merita una visita l’abbazia dei Ss. Fidenzio e Terenzio, dalla facciata a fasce alterne bianche e rosse, eretta nell’XI sec. con materiali provenienti da un insediamento di epoca romana scavato nei pressi.

Poco più a Sud della cittadina, altra interessante meta è la chiesa di S. Maria in Pantano, una delle più antiche dell’Umbria, che la tradizione vuole sia stata edificata da san Severo; in realtà, se l’abside sembra risalire al VI sec., il resto della chiesa è senz’altro più tardo (il rosone in facciata è del XIII sec.).

Caratteristiche:

Il complesso delle Terme di San Faustino si trova 5 km a Sud di Massa Martana, in località Villa San Faustino, sulla sinistra del torrente Naia. La fonte S. Faustinoprende il nome da un’abbazia benedettina del XII sec. che sorge nei pressi e dà un'acqua minerale fredda bicarbonato-alcalino-terrosa con litio e fluoro, dall'azione diuretica; l'acqua S. Faustino, analizzata e riconosciuta per le sue qualità terapeutiche da oltre cent’anni, è anche usata per cure complementari (bagni e fanghi) e trattamenti riabilitativi dell’apparato locomotore. Inoltre, recenti studi hanno dimostrato l’alta biodisponibilità del calcio in essa contenuto.
Il complesso è un moderno centro termale completo di struttura alberghiera, ristorante con cucina umbra e dietetica, cure termali interne, piscina, giardino, palestra, sala lettura e punto Internet; dispone inoltre del centro benessere ed estetico La collina del Benessere

L'acqua:

Fonte San Faustino. 14,8 °C bicarbonato-alcalino-terrosa con litio e fluoro.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie del fegato e delle vie biliari, della pelle, dell'apparato digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato urinario e del ricambio.

Le cure termali:

Bagni terapeutici, cure idropiniche, fanghi, idromassaggi.

Le altre cure:

Consulenza, cosmesi, fitness, massaggi, programmi antistress.



Come arrivare:

In auto: A1 Milano-Roma, uscita Orvieto, poi S.S. 448 e 3bis per km 50

In treno:
linea Sansepolcro-Perugia-Terni, stazione di Massa Martana, km 6.


San Gemini

Arroccata su un’altura a controllo della Via Flaminia, dove già in epoca romana sorgeva Casventum, di cui rimangono tracce di mosaici pavimentali e alcune strutture murarie nei pressi della piazza principale, San Gemini ha il suo cuore medievale nella piazza di Palazzo Vecchio, dove appunto sorge il duecentesco Palazzo pubblico.

Romanico a mosaici cosmateschi è il portale della parrocchiale di S. Giovanni, mentre è gotico quello della chiesa di S. Francesco, costruita nei sec. XIII-XV.

Il duomo ha l'abside e parte della facciata trecentesche, mentre l’interno è stato rinnovato in forme neoclassicheggianti all’inizio dell’800 (alcuni vi notano l’impronta di Antonio Canova, che a San Gemini soggiornò per un breve periodo).
Appena fuori le mura si trova la chiesa romanica di S. Nicolò con affreschi del '200.

Da visitare anche il Museo di Scienza della Terra, ideato da Piero Angela (aperto nei fine settimana e su prenotazione).

Risalendo per pochi chilometri verso Nord si giunge alle rovine di Carsulae, importante municipio romano; gli scavi effettuati negli anni ’50 hanno portato alla luce monumenti funerari, resti del foro, del teatro e dell’anfiteatro.

Caratteristiche:

San Gemini deve la sua fama attuale all’acqua minerale naturale che ne porta il nome, proveniente dalle falde acquifere più profonde dei Monti Martani. L’acqua minerale Sangemini e le sue proprietà curative vantano una vastissima letteratura scientifica, a partire dal 1837 quando furono eseguite le prime analisi chimiche. Negli anni Venti-Trenta divenne località molto frequentata con la popolazione che triplicava durante la stagione termale.
Il Parco della Fonte Sangemini (ingresso a pagamento), si trova in un contesto naturale invidiabile con pini, querce secolari e daini in libertà, a soli 2,5 km dal centro storico; all'interno dello stabilimento termale, oltre alla sala medica per le cure idropiniche basate sulle acque Sangemini e Fabia, si trovano una mescita con libero accesso e varie occasioni di svago (minigolf, tennis, bocce, percorso-salute). A 2 km di distanza, il centro Il Colle offre ulteriori possibilità sportive.

L'acqua:

Fonte Fabia. 13 °C oligominerale bicarbonato-calcica.
Fonte Sangemini. 10 °C bicarbonato-calcica.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie del fegato e delle vie biliari, dell'apparato digerente, dell'apparato urinario e del ricambio.

Le cure termali:

Cure idropiniche.


Come arrivare:

In auto: A1 Milano-Roma, uscita Orte, poi S.S. 204 e 3ter per km 27.

In treno:
Ferrovie Centrali Umbre, linea Terni-Perugia, stazione di San Gemini, km 2.

Spello

Sulle pendici del monte Subasio, Spello conserva più di ogni altro luogo umbro tracce del suo passato romano.

Di Hispellum, importante municipium sorto in stretta relazione con la Via Flaminia e i suoi traffici commerciali, si possono ancora ammirare le mura e le porte augustee riutilizzate in epoca medievale, i resti dell’anfiteatro e quelli delle terme.

Il disegno della città è semplice e razionale, imperniato sulla spina centrale che unisce la porta Consolare a quella dell’Arce, in un’ascesa dolce ma costante verso la sommità del monte.

Lungo il tragitto, all’interno del perimetro delle mura, si susseguono tre rioni: Borgo, il quartiere popolare; Mezota, l’area centrale dei palazzi pubblici e delle principali chiese dedicate a S. Maria Maggiore (nella cappella Baglioni, pavimento di maioliche di Deruta e splendidi affreschi del Pinturicchio) e a S. Lorenzo; infine Posterula, la cittadella alto-medievale.

Caratteristiche:

La strada che da Spello conduce a Cannara percorre la piana del torrente Ose, sistemata nel corso del XV sec. con interventi di bonifica e regimentazione delle acque. Qui, poco prima della cinquecentesca Chiesa Tonda o S. Maria della Rotonda, alcune sorgenti di acqua solforosa, note già dal Medioevo, sono state recentemente sfruttate dal moderno impianto delle Terme Francescane Village.
La struttura si compone di un albergo termale con annessi ambulatori, sale per trattamenti otorinolaringoiatrici, piscine coperte per percorsi in acqua e nuoto controcorrente, suites predisposte con vasche idroterapiche, doccia e idromassaggi termali; nel parco di 50.000 mq si trovano piscine con idromassaggio e cascata, fontane, un lago privato in cui gli ospiti possono praticare la pesca e infine, al centro di un'isola, un vasto ristorante.

L'acqua:

Fonte San Felice. 13,5 °C medio minerale solfurea bicarbonato-alcalino-terrosa.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio.

Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, docce terapeutiche, humage, idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari.

Le altre cure:

Massaggi, medicina estetica, riabilitazione, terapie fisiche.




Come arrivare:

In auto: Raccordo Val di Chiana-Perugia, uscita Perugia, poi S.S. 75.

In treno:
linea Foligno-Cortona Terontola, stazione Spello.


 



 
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